Mese: Marzo 2021

IL PROBLEMA DELLA FELICITA’ E’…

Nel 2017 ho frequentato un corso intensivo per insegnanti yoga nella
campagna fiorentina in una Villa Medicea.
Si iniziava alla 6.00 di mattina con un’ora di meditazione. La meditazione è
impegnativa per la mente e per il corpo. I dolori fisici possono rubare
attenzioni che si dovrebbe dare ad processo.
Poi il sabato sera esibizioni, perché un insegnante deve anche saper stare sul palcoscenico.
La mia performance è stata una parodia sulla meditazione.
Racconto della mia ricerca della felicità nella meditazione. Nel finale, dopo gli applausi, dico di aver trovato la felicità ascoltando le parole di un ospite
della villa in una sera di chiacchiere.

Il problema della felicità è che non lascia cicatrici!
Sono convinta non sia esattamente così nel senso che essere felici crea altra
felicità. Per questo puoi rileggere l’articolo “essere felice ti farà guadagnare di +” cliccando qui.
Comunque la frase è davvero forte e illuminante: ci sono dolori che ci
attanagliano e bloccano per una vita come rimanesse una cicatrice che
fa male ad ogni cambio di temperatura.

ESSERE FELICE TI FARA’ GUADAGNARE DI +

Vuoi essere un imprenditore, professionista, dirigente, genitore felice o
guadagnare di più?

Attento perché la domanda nasconde un tranello, cioè considera le due cose
inconciliabili.
E il secondo errore stai per farlo tu! Stai pensando: fammi guadagnare di
più che poi la felicità arriva?
Sei sicuro sia così? Ti è capitato magari in passato di guadagnare di più e di non essere così felice? Conosci amici che guadagnano bene eppure si lamentano?
Perché succede? Come è possibile?
Ecco la risposta che ti cambierà la vita: come guadagnare di più ed
essere felice!

Stai per leggere la risposta che aspettavi da tempo. Un messaggio
illuminante. Scoprirai perché puntare tutto sul piacere dei sensi sarà
aver puntato sul gradino più basso.

Esempi che ti confermano che guadagnare di più non garantisce la felicità ce ne sono a migliaia. Ti nomino solo i vincitori delle lotterie di cui spesso sentiamo tristi storie. Ti sarà capitato di ammirare qualcuno di cui poi hai saputo avere difficoltà economiche o di salute o familiari.
Allora potrebbe essere vero il contrario cioè essere felice fa
guadagnare di più!

Si. Essere felice ti farà guadagnare di più!
Attento perché sembra una piccola differenza ma mettere in ordine le cose da fare ha la sua importanza. Sicuramente hai già visto l’importanza delle priorità se ti sei occupato di time management.
La lista precisa per il successo prevede al primo posto la felicità.
Concentrati sulla felicità che il guadagno arriverà.
Ecco il nocciolo duro: cosa è la felicità?
NON è essere sempre positivo.
NON è avere una rendita per poter non lavorare
NON è trovare il principe azzurro
NON è avere una donna che non rompe come invece spesso facciamo o un
uomo che si ricorda tutto quello che diciamo anche quando parliamo da sotto
la doccia
NON è vincere alla lotteria
Gli studi sulla felicità sono molto precisi e scientifici. Ti racconto quello che
più sento farmi vibrare ogni volta che lo leggo o racconto.
Martin Seligman, Direttore Centro Psicologia Positiva Università Pennsylvania,
descrive tre tipi di vita felice in ordine di risultato positivo, duraturo e di soddisfazione:

  1. Pleasant life edonia siamo felici quando proviamo piacere 50% fattore
    ereditario e ambientale. Si può migliorare di 15-20%. E’ il piacere dei sensi
    destinato a saturazione. Felicità breve e rischiosa
  2. Good life flusso siamo felici quando esprimiamo il meglio di noi.
    Coinvolgimento pieno, ci impegniamo a fondo. E’ l’esperienza di
    flusso/flow
  3. Meaningful life eudemonia dare un significato alla nostra vita ci rende
    felici. E’ la volontà di significato, l’uomo consciamente o no crede e cerca
    un senso dell’esistenza
    Stai inquadrando l’argomento? Hai capito perché è illusorio aspettare la fine
    della giornata per essere felici, o le vacanze o la pensione?! Puntare tutto sul piacere dei sensi sarà aver puntato sul gradino più basso
    La felicità è un modo di viaggiare piuttosto che un punto di arrivo. Investi nell’approfondire il flusso e nel dare un senso a quello che fai anche gli affari prenderanno il verso giusto

La domanda che potrebbe cambiarti la vita

Ti faccio una domanda che potrebbe cambiare il tuo modo di vedere le
cose per sempre, la domanda della vita insomma.
E se le emozioni non fossero nostre? E neppure legate a chi pensiamo ne
siano la causa
tipo marito, moglie, colleghi, dipendenti, capo.
Se hai qualche riga di pazienza ti spiego cosa voglio dire. Inizio con una
premessa e vado per punti:
Le emozioni sono un nutrimento. Come tutto ciò che nutre fanno
bene, sono vitali e possono diventare veleno
– Allora non sono le emozioni a essere positive come la gioia o
negative
come la paura o la rabbia
– Se non sono le emozioni a essere positive e negative perché allora la
paura ci imprigiona, la rabbia ci tormenta, la tristezza ci deprime?

Ecco cosa devi fare per uscire da questa trappola:
– Esercita il non attaccamento cioè accogli gioie e dolori certo che
tutte e due passeranno
. Non aggrapparti ai momenti belli scacciando
quelli cattivi, tutti (i momenti) hanno qualcosa da dirti di te
– Ed ecco l’antidoto, il tema di oggi. Per rafforzare quanto scrivo ti dico
che lo leggo a pagina 47 di Riza di dicembre 2020 (mensile diretto dal
Raffaele Morelli) Siamo abituati a pensare a noi come entità chiuse e
separate dalla natura. Ma non è così. La tristezza non è la tua, è la
tristezza del mondo.
Quando sei triste l’universo si affaccia in forma di
tristezza, un’energia forte e necessaria alla vita. Prova a ripetere: la
tristezza è venuta a farmi visita come posso onorarla?
Dedica del
tempo a rispondere. Potresti sorprenderti. Potresti avere risposte
costruttive e notare che la tristezza si comporta come l’onda del
mare
cioè arriva, ti sospinge e passa. Cosa facciamo invece di solito?
Cerchiamo di combatterla e la identifichiamo con qualcuno o
qualcosa che l’ha provocata.
Insistiamo e diventiamo pessimisti.
Ma la tristezza non è la nostra e neppure di chi pensiamo l’abbia
provocata.

Funziona così anche con la paura e la rabbia. Caso vuole che ho un esempio
sulla tristezza. Hai sicuramente visto il film di animazione Inside Out. Ricordi
tristezza? Che noiosa, che barbosa anche di intralcio a combinare guai
eppure in un paio di occasioni risolve la situazione e gioia
, nella scena
finale, comprende che la tristezza non si può scacciare perché ha un
ruolo importante.
Ecco un collage delle due scene:


accarezzare IL LIMITE per superarlo

Argomento: che significa individuare il limite, conoscerlo, toccarlo, superarlo? Breve video tratto da una prestazione di apnea dinamica con monopinna. La prestazione consiste nel nuotare sott’acqua alla velocità preferita percorrendo più strada possibile. Condizione importante per la validità della prestazione il protocollo di uscita. Dimostrare di essere lucidi e a disposizione dei giudici. Dopo l’uscita fai caso al braccio che, come richiesto, fa il segno di ok. Lo vedi un po’ tremolante? Non è un effetto del video, si sta proprio muovendo. Significa che il corpo ha un livello di ossigeno non più adatto al normale funzionamento del sistema. Dopo il tremolio c’è il black out in pratica si sviene perché il corpo destina al cervello le ultime riserve di ossigeno. Ecco questo “tremolio” è avvicinarsi il più possibile al limite, nuotare fino a che è possibile con fiducia, uscire con gesti economici e avere comunque la riserva necessaria a “sopravvivere”. Se lo accarezzi il limite con rispetto si lascerà superare.

Guarda che carino

Video realizzato da amici che hanno avuto affetto e pazienza. Affetto di seguirmi fino a San Marino e pazienza di filmarmi dal bar della struttura. Tenero il commento: guarda come è carino il nastrino giallo sulla maschera. Ci tengo molto a quel nastrino, il giallo è il colore della mia società il Monsub. La specialità si chiama apnea dinamica indoor con attrezzo monopinna. In pratica si tratta di diventare per un paio di minuti anche più una sirena e scivolare sull’acqua