Autore: Diana

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Troppo? No e te lo dimostrerò.

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E’ tutto un BIAS

Diverse volte avrei voluto scrivere di bias cognitivi e ogni volta ho rimandato. Allora per curare la rimandite, malattia piuttosto diffusa i cui effetti devastanti sono sottovalutati, lo faccio oggi.


Intanto, conosci il termine bias cognitivi o lo scopri oggi per la prima volta? Se lo conosci come lo leggi? L’origine della parola è incerta. A vederlo sembrerebbe latino (allora leggi bias come simpaticamente piace a me). Invece probabilmente è francese biasis (pronuncia bie). Allora facciamo come tutti e leggiamo in inglese (bàiës).

Cosa sono i bias cognitivi e perché affascinano tanto?

In pratica sono distorsioni della realtà. Sono delle scorciatoie mentali che ci portano velocemente a elaborare informazioni e prendere decisioni. Avete mai provato a prendere una scorciatoia suggerita dal navigatore? A volte risulta una buona idea altre molto meno. La differenza con i bias cognitivi è che non ci rendiamo conto della strada maestra e delle scorciatoie. E’ l’unica soluzione che riteniamo possibile.

Come al solito la consapevolezza aiuta a conoscere meglio le situazione ed eventualmente cercare alternative. Allora proviamo a conoscerli. I bias cognitivi studiati sono centinaia. I più importanti decine e decine. Non ti sorprenderà adesso il titolo dell’articolo “è tutto un bias” con cui ho modificato la famosa canzone di Anna Oxa “E’ tutto un attimo”. Poi clicca sotto sulla foto se vuoi riascoltarla.


Farò qualche accenno risparmiandoti di leggere tomi di libri e lunghe ricerche.


Bias di conferma o confirmation bias cioè quell’atteggiamento che ci porta a confermare la nostra propria ipotesi tramite prove a favore, piuttosto che cercare di prendere in considerazione evidenze contrarie. In questo gruppo di bias cognitivi ci sono tutti quei bias per cui sovrastimiamo chi amiamo, il personaggio politico che stimiamo, il gruppo di appartenenza,… e sottostimiamo i nemici, gli antipatici, gli avversari, chi professa una diversa religione,…


Halo effect. Questo bias può innescarsi in diversi modi e uno di questi è quello che rende efficace l’utilizzo dei testimonial nel marketing. Se conosci una persona esperta in un determinato settore, tendi a pensare che la sua esperienza e le sue capacità si estendano anche ad altri ambiti. Self-serving bias il processo cognitivo che ci porta a pensare che i risultati positivi che otteniamo siano solo merito nostro e che i risultati meno buoni siano solo colpa degli altri o causati da fatto esterni. Hai mai sentito: “nel compito ho preso 9!” e”il prof mi ha dato 4!”?


Pygmalion Effect o effetto Pigmalione o effetto Rosenthal è quel bias che viene anche chiamato “la profezia autoavverante”. E’ la ragione per cui quando un insegnante crede molto nelle potenzialità di un suo allievo lui/lei tenderà a migliorare le sue performance scolastiche. Allo stesso modo funziona nelle relazioni personali e professionali. Attenzione: sia con effetti positivi che con effetti negativi. Immagina se chi stimi ti dica: non ce la farai mai! E se te lo dici da solo? Ecco dietro l’angolo la profezia autoavverante che dimostrerà che hai ragione.


Il bias dell’autonomia o overconfidence ti fa immaginare un rischio e poi ti fa credere che per proteggerti da quel rischio sei autonomo, ce la fai da solo. Chi si occupa come me di professioni di cui si può apparentemente fare a meno “cade” in questo bias come protagonista e come spettatore. Ti spiego prendendo me come esempio. Come protagonista ogni volta che penso di poter fare a meno dell’idraulico, dell’estetista, del consulente finanziario. Come spettatore ogni volta che incontro chi ha un obiettivo sfidante da raggiungere o è nella nebbia e allo stesso tempo non prende neppure in considerazione la possibilità di essere accompagnato.


E ecco a te il bias dei bias quello che ti aprirà definitivamente gli occhi o ti farà talmente innervosire da aver voglia di sbattere a terra pc o telefono. Si chiama “Bias blind spot” o illusione introspettiva. C’è una zona cieca nella nostra consapevolezza che ci impedisce di vederci completamente dall’esterno. Mentre siamo in grado di vedere i comportamenti errati negli altri, non riusciamo a vedere i nostri e crediamo di esserne esenti. In pratica il blind spot bias sovrasta tutto il pensiero e inconsciamente proteggere il nostro ego da tutto ciò che può danneggiarlo. Amara conseguenza: conoscere didatticamente i bias non ti aiuterà, dovrai acquisire maggiore consapevolezza dei tuoi propri bias!! E quando ti sembrerà abbastanza dovrai continuare…

In conclusione se dico che alla fine è tutto un bias? Dico giusto o ho
ragione? Hai letto bene…sai che mi piace sdrammatizzare.


Cosa mi porto a casa dalla lettura di oggi?


Che la realtà davvero non esiste. Esiste la mia personale rappresentazione diversa dalla rappresentazione degli altri. Un bel casino dirai. Si, oppure puoi anche dire: una bella varietà!!

Galileo Galilei, Cristoforo Colombo, Enzo Maiorca

Ciao,

ti è successo di non sentirti capito?

Non affronto oggi il tema della comunicazione e delle relazioni che pure è molto interessante. Ricordami di tornarci. Parlo proprio di idee, di progetti.

Quando non ti senti capito ma sei certo di aver ragione ci sono due possibilità:

– potresti avere torto

– potresti avere ragione

Bel dilemma. Vediamo quali esempi possono aiutarti.

Sei un Cristoforo Colombo, un Galileo Galilei, un Enzo Maiorca dei nostri giorni?

Galileo Galilei ha accettato il rischio di non essere capito per sempre. E’ arrivato fin dove poteva, scegliendo di salvarsi la vita. Papa Giovanni Paolo II nel 1992 ha ufficialmente cancellato la condanna per eresia con l’abiura delle sue concezioni astronomiche del 1633.

Cristoforo Colombo è arrivato in l’America sicuro di aver trovato l’India. Mi viene un dubbio avere ragione o torto?!

Enzo Maiorca si tuffò a più di 50 metri di profondità contro l’opinione scientifica e gli studiosi del tempo che dicevano: la cassa torica umana non reggerà alla pressione, Maiorca imploderà! Quando Maiorca risalì da 51 metri nel 1962 pagine dei libri di medicina erano da buttare e riscrivere…che soddisfazione oltre al fatto di essere vivo!!

La scienza non li ha creduti ma…dentro di loro erano certi.

Ti sono di ispirazioni questi personaggi o ne hai di tuoi che ti sono di esempio? Puoi annotare il nome di tre personaggi che ti sono di ispirazione e per quali motivi.

Loro hanno seguito il loro intuito. L’INTUITO è una tua gran risorsa per grandi e piccoli e imprese.

Importante saper riconoscere e distinguere l’intuito dall’istinto, anche a livello grafico e sonoro si confondono.

Ecco le differenze.

La tua intelligenza intuitiva (intuito) tende sempre ad indicarti ciò che è veramente meglio fare. E’ in grado di elaborare efficacemente e automaticamente una quantità altissima di informazioni e di creare soluzioni nuove. Insomma, sa molte cose, è molto efficace e creativa.

L’istinto reagisce secondo i criteri biologici di proteggere e far prosperare te e la specie animale a cui appartieni, attivando programmi automatici antichi, comuni a tutti i mammiferi e sempre uguali: fuga, attacco, accaparramento, protezione.

Quando la cosa migliore da fare è fuggire, attaccare, fare provviste o proteggere te o qualcuno, ovviamente intuito e istinto sono d’accordo, e il messaggio dentro di te coincide. 

Ma nella vita che conduciamo raramente siamo in condizioni di dover davvero fuggire o attaccare perché viviamo in comunità piuttosto sicure e ambienti estremamente agiati e ricchi di risorse.

In quei casi in cui non sia il caso di fuggire o attaccare se segui l’intuito e quindi la tua saggezza interiore sarai in grado di fare il meglio sul piano della salute fisica, del benessere emozionale, della serenità mentale tua e degli altri.

Ottima idea, quindi, imparare a distinguere la paura dalla saggezza, l’istinto dall’intuito. Specialmente in questo periodo in cui la paura è parte della quotidianità.

Ciò che ti indica l’istinto devi farlo subito, il corpo attiva tutta una serie di strategie tipiche dello stato di allarme. Sei teso, come accecato dalla paura e dall’urgenza. Hai fretta ed un pensiero fisso.

L’intuito, invece, si attiva in te sussurrando, un suggerimento che solletica la tua curiosità o anche tutta la tua attenzione, ma senza paura. L’intuito è piacevole.

Se ti suggerisce qualcosa di apparentemente illogico è comunque accompagnato da una sensazione di calma, del fatto che ciò che ti suggerisce sia “giusto”.

Nel caso si tratti di qualcosa da fare in breve tempo o proprio di scappare se sai ascoltare l’intuito la sensazione è sì quella di urgenza e allerta, ma sempre con la percezione di star fluendo con facilità, mentre la paura è poca o assente.

Non c’è fretta, c’è tempismo. Questo perché l’intuito, che appunto sa cosa è meglio per te, mantiene la sua guida efficace.

Questo è lo stato naturale del grande guerriero, che mantiene la sua efficacia e fluidità anche in caso di pericolo. 

Se hai avuto la pazienza di essere arrivato fino a qui a leggere non ti stupirà se ti dico che il miglior allenamento per riconoscere istinto e intuito è la meditazione e l’osservazione del respiro.

Meglio acquistare un servizio o un oggetto?


A rileggere questa domanda: “Meglio acquistare un servizio o un oggetto?” non
la capisco nemmeno io che l’ho scritta!
Scherzo, lo so cosa voglio dire è che per dirlo ho scelto un titolo nonsense.
Mi è stato fatto notare che quando acquisto un servizio quel servizio si
valorizza subito dopo e quando acquisto un oggetto quell’oggetto si
svaluta subito dopo.

Ci hai pensato?
Ipotesi, acquisto un auto, ci faccio 10 km, provo a rivenderla . Devo
accettare il fatto che il suo valore è drasticamente diminuito nonostante
sia quasi nuova.
Se provo a vendere la mia vecchia auto dopo averla portata dal
meccanico, a pulire ea lucidare sicuro le spese fatte daranno un valore
all’auto maggiore dell’investimento fatto con il meccanico e chi l’ha
pulita.
Lo stesso esempio potrei fare con un mobile e un appartamento da
ristrutturare.
Che dire del servizio di chi mi rimette a nuovo le mie scarpe preferite o quel
vestito che mi donava così tanto che sembrava ormai da buttare?
Gli investimenti per corsi professionali, i massaggi, le vacanze che valore
hanno? E quanto si rivalutano con il tempo?
Che valore ha il servizio di un avvocato, di un ingegnere, di un
nutrizionista, di un consulente?
E’ difficile da valutare. Quello che è certo è che rispetto al costo in termini
assoluti e monetari l’investimento piccolo o grande si rivaluterà.
Ci hai pensato?
Riepilogando :

  • Quando acquisti o stai per acquistare un servizio pensa a che valore potrebbe
    portarti nel tempo
  • Quando tutto o parte del tuo lavoro sono servizi sei consapevole e sai
    spiegare il valore futuro per chi ne beneficerà?

    Io, per il mio lavoro, rispondo: Sono consapevole e posso migliorare nella spiegazione!

Di che pasta sei fatto?

Sapere di che pasta sei fatto ti sarà di grande aiuto o almeno per me lo è stato.
Ti racconto come è andata se ti va di continuare a leggere.
Una volta ad un amico ingegnere volevo spiegare che anche le persone forti possono avere punti dei deboli. Un suo comportamento mi aveva in qualche modo urtato o ferito, magari involontariamente. Gli chiesi: quale è un materiale forte, resistente e fragile
Risposta: IL VETRO
Esatto, in un attimo avevo trovato la parola giusta per descrivermi. Forse è servito più a me che a lui, lo ringrazio. Il vetro, un materiale che nasce con semplicità dalla sabbia e si trasforma permettendo di vedere attraverso e proteggere. Un materiale che, con i dovuti strumenti, ha mille varianti. Lo puoi temperare perché non sia pericoloso. Può essere colorato, sabbiato, soffiato.
Tu di che pasta sei fatto?
E’ importante per quella famosa consapevolezza di cui tanti parlano e pochi svelano

Sotto rosone parete nord Notre Dame de Paris, una delle cose più belle che ho avuto la fortuna di vedere. Ho letto che è stato risparmiato dal grave incendio del 2019

Formula 1 o Scuola guida?

Ciao,
mi è stato chiesto se voglio avere una scuola guida o essere di un team
formula 1.

Da allora ci penso ogni giorno .
Non ho ancora una risposta ma una certezza si.
Nei miei interventi mi è capitato di utilizzare una poesia di Douglas Malloch
che Martin Luther King usò nel 1967
per incitare gli individui a scoprire chi
saranno nella loro vita ea realizzare questo progetto con passione e
determinazione

Se non puoi essere un pino in cima alla collina,
sii una macchia nella valle, ma sii
la migliore, piccola macchia accanto al ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.
Se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,
e rendi più lieta la strada;
se non puoi essere un luccio, allora sii solo un pesce persicoma il persico più vivace del lago!
Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche un equipaggio,
C’è qualcosa per tutti noi qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,
e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.
Se non puoi essere un’autostrada, sii solo un sentiero,
se non puoi essere il sole, sii una stella;
Non è grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:
sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.

DOMANDA CHE SPIAZZERA’ FIGLI E COLLABORATORI

Mi sono preparata per un incontro con una coppia , mamma e papà di un
ragazzino di 12 anni.
Il momento cruciale è stato suggerire di dire al figlio: come posso
aiutarti?
Il ragazzo potrebbe sorprendersi e non avere la risposta pronta. Pazienza la
prossima volta andrà meglio perché la domanda sarà la stessa: come posso
aiutarti?
Stai dicendo che è la domanda di tutti i call center, assistenti virtuali? Vero, e
allora? Ci sarà un motivo per aver scelto proprio questa domanda!
Hai mai fatto questa domanda a tuo figlio figlia oa un tuo collaboratore
collaboratrice? Come posso aiutarti in questo momento di difficoltà? Come
posso aiutarti in questa situazione di tensione con la tua procedura? Come
posso aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo?
Chiedi. Chiedi più volte
In conclusione faccio la stessa domanda consapevole che la risposta sarà
immediata o meno: come posso aiutarti?

LO CHIAMANO CUSTOMER SERVICE

Lo chiamono costumer service ma andiamo alla pratica, facciamolo più di
parlarne.
Gli esperti di comunicazione, marketing e vendita sono concordi nel dire che i
clienti cercano esperienze e che il servizio al cliente è una ottima
occasione per fare la differenza.

Ti racconterò due episodi che mi sono capitati che mi hanno fatto riflettere
riguardo al customer service.
1 – ho comprato in un outlet un paio di ciabattine in pelle con una fascia sopra
il piede di stoffa bianca e viola. Ho tenuto da parte le ciabattine ed in
primavera/estate le ho indossate un paio di volte. La stoffa della ciabattina
sinistra ha “sputato”. Non so se è un termine tecnico, voglio dire che la stoffa è
uscita dal fondo, dalla suola. Torno al negozio e faccio vedere la ciabatta. Mi
rispondono in due, uno accanto all’altro. Inizia la donna: Ha provato dal
calzolaio? Ha lo scontrino? Aggiuge l’uomo: Ha lo scontrino? In caso
contrario non possiamo fare niente!
Un’azienda ha la fortuna di avere un cliente insoddisfatto che torna e
dicono “non possiamo fare niente”
. Li guardo affranta e me ne vado.
Tornerò? Forse si o forse no, sicuro senza entusiasmo.
2 – mia sorella ha comprato online un blister per tenere le medicine per
nostra mamma. Dentro la confezione ho trovato un biglietto più piccolo di un
biglietto da visita. C’è un sole su un lato ed una nuvola su retro. Con il sole c’è
scritto? Happy? Siamo felici che sei felice. Se non sai come esprimere la tua
gioia puoi telefonare ad una persona cara o scrivere a….
Con la nuvola c’è
scritto: Not Happy? Il nostro gentile customer service team, la nostra gentile
squadra di servizio al cliente lavorerà duramente per farti tornare il
sorriso. Contattaci a…

Se vuoi essere sicuro che i commessi non sono del tuo negozio scrivimi che lo
verifichiamo.
Tu che avresti fatto nel primo caso? Ecco la mia idea di customer service:
DOMANDA: Ho portato un paio di volte queste ciabattine e si sono subito
rovinate, cosa si può fare?
RISPOSTA CUSTOMER ORIENTED: Mi dispiace sono così graziose, è un peccato.
Ha lo scontrino? Se ha lo scontrino posso… Se non ha lo scontrino posso
prendere nota del modello e fare una foto, ci sarà di aiuto per capire se è stato
un caso isolato. Grazie per essere tornata. Posso anche prendere nota dei suoi
dati, la farò contattare dal responsabile settore calzature. Intanto tenga pure
l’articolo magari riesce a farlo sistemare con una goccia di colla.
Appuntamenti

COSA SEI DISPOSTO A RINUNCIARE PER AVERE DI + ?

Ciao,
a cosa sei disposto a rinunciare per avere di +?
Sembra un controsenso eppure è così. Ogni giorno facciamo delle scelte
consapevoli o inconsapevoli frutto di quello che riteniamo vero.

La storia che la realtà non esiste l’hai già sentita e non ci torno adesso.
L’argomento di oggi sono le convinzioni limitanti.
Le convinzioni limitanti arrivano dalla elaborazione che ognuno fa di
informazioni che ci arrivano in quantità e da ogni direzione. Quando questi
dati escono dal nostro imbuto personale prendono la forma di certezze:

non sono capace di…perché…, ho il metabolismo lento comunque ingrasso,
sono sfortunato in amore, non trovo il tempo per me a causa degli impegni,
sono il più bravo nel mio lavoro chi non mi segue è un testone, le ho provate
tutte, tutti i giovani non hanno voglia di fare,…
Mi aiuta l’immagine sotto. L’obiettivo è avere il cerchio arancio più grande.
Per quale pagheresti di più?

Prima di aprire il portafoglio ti consiglio di prendere un righello perché i cerchi
arancio sono identici.
Quello che succede è che sono messi in posizione tale
da farti essere convinto che sono diversi. Stai elaborando le informazioni
guidato dalle circostanze.

Quello in cui crediamo è frutto di una elaborazione soggettiva che a volte ci
porta fuori strada sicuri del contrario. E’ impegnativo accorgersene.
Ho sentito un imprenditore chiedermi: perché la mia azienda non è
produttiva come quella tedesca dello stesso settore? Ho avuto
l’impressione che avesse già la risposta pronta: gli italiani non obbediscono!
Sarà vero, sarà una convinzione limitante, c’è una soluzione?
Tu cosa avresti risposto?
Questo post è più contorto del solito ma spero il senso si capisca: a cosa sei
disposto a rinunciare per avere di +?

Quale dei due cerchi arancio è più grande?