CAMBIARE ABITUDINI

LO CHIAMANO CUSTOMER SERVICE

Lo chiamono costumer service ma andiamo alla pratica, facciamolo più di
parlarne.
Gli esperti di comunicazione, marketing e vendita sono concordi nel dire che i
clienti cercano esperienze e che il servizio al cliente è una ottima
occasione per fare la differenza.

Ti racconterò due episodi che mi sono capitati che mi hanno fatto riflettere
riguardo al customer service.
1 – ho comprato in un outlet un paio di ciabattine in pelle con una fascia sopra
il piede di stoffa bianca e viola. Ho tenuto da parte le ciabattine ed in
primavera/estate le ho indossate un paio di volte. La stoffa della ciabattina
sinistra ha “sputato”. Non so se è un termine tecnico, voglio dire che la stoffa è
uscita dal fondo, dalla suola. Torno al negozio e faccio vedere la ciabatta. Mi
rispondono in due, uno accanto all’altro. Inizia la donna: Ha provato dal
calzolaio? Ha lo scontrino? Aggiuge l’uomo: Ha lo scontrino? In caso
contrario non possiamo fare niente!
Un’azienda ha la fortuna di avere un cliente insoddisfatto che torna e
dicono “non possiamo fare niente”
. Li guardo affranta e me ne vado.
Tornerò? Forse si o forse no, sicuro senza entusiasmo.
2 – mia sorella ha comprato online un blister per tenere le medicine per
nostra mamma. Dentro la confezione ho trovato un biglietto più piccolo di un
biglietto da visita. C’è un sole su un lato ed una nuvola su retro. Con il sole c’è
scritto? Happy? Siamo felici che sei felice. Se non sai come esprimere la tua
gioia puoi telefonare ad una persona cara o scrivere a….
Con la nuvola c’è
scritto: Not Happy? Il nostro gentile customer service team, la nostra gentile
squadra di servizio al cliente lavorerà duramente per farti tornare il
sorriso. Contattaci a…

Se vuoi essere sicuro che i commessi non sono del tuo negozio scrivimi che lo
verifichiamo.
Tu che avresti fatto nel primo caso? Ecco la mia idea di customer service:
DOMANDA: Ho portato un paio di volte queste ciabattine e si sono subito
rovinate, cosa si può fare?
RISPOSTA CUSTOMER ORIENTED: Mi dispiace sono così graziose, è un peccato.
Ha lo scontrino? Se ha lo scontrino posso… Se non ha lo scontrino posso
prendere nota del modello e fare una foto, ci sarà di aiuto per capire se è stato
un caso isolato. Grazie per essere tornata. Posso anche prendere nota dei suoi
dati, la farò contattare dal responsabile settore calzature. Intanto tenga pure
l’articolo magari riesce a farlo sistemare con una goccia di colla.
Appuntamenti

COSA SEI DISPOSTO A RINUNCIARE PER AVERE DI + ?

Ciao,
a cosa sei disposto a rinunciare per avere di +?
Sembra un controsenso eppure è così. Ogni giorno facciamo delle scelte
consapevoli o inconsapevoli frutto di quello che riteniamo vero.

La storia che la realtà non esiste l’hai già sentita e non ci torno adesso.
L’argomento di oggi sono le convinzioni limitanti.
Le convinzioni limitanti arrivano dalla elaborazione che ognuno fa di
informazioni che ci arrivano in quantità e da ogni direzione. Quando questi
dati escono dal nostro imbuto personale prendono la forma di certezze:

non sono capace di…perché…, ho il metabolismo lento comunque ingrasso,
sono sfortunato in amore, non trovo il tempo per me a causa degli impegni,
sono il più bravo nel mio lavoro chi non mi segue è un testone, le ho provate
tutte, tutti i giovani non hanno voglia di fare,…
Mi aiuta l’immagine sotto. L’obiettivo è avere il cerchio arancio più grande.
Per quale pagheresti di più?

Prima di aprire il portafoglio ti consiglio di prendere un righello perché i cerchi
arancio sono identici.
Quello che succede è che sono messi in posizione tale
da farti essere convinto che sono diversi. Stai elaborando le informazioni
guidato dalle circostanze.

Quello in cui crediamo è frutto di una elaborazione soggettiva che a volte ci
porta fuori strada sicuri del contrario. E’ impegnativo accorgersene.
Ho sentito un imprenditore chiedermi: perché la mia azienda non è
produttiva come quella tedesca dello stesso settore? Ho avuto
l’impressione che avesse già la risposta pronta: gli italiani non obbediscono!
Sarà vero, sarà una convinzione limitante, c’è una soluzione?
Tu cosa avresti risposto?
Questo post è più contorto del solito ma spero il senso si capisca: a cosa sei
disposto a rinunciare per avere di +?

Quale dei due cerchi arancio è più grande?


Fuori dalla ZONA DI CONFORT

Fuori dalla ZONA DI CONFORT, cosa c’è oltre lo s-confort?

Dicevo parlando di eudaimonia che i timori e i dubbi sono normali perché si tratta di uscire dalla zona di confort…in modo adeguato.
Cioè?
Cioè parlerò della zona di confort e di come uscirne. Lo fanno tutti? Bene è importante.
Fuori dalla zona di confort e oltre lo s-confort c’è il tuo scopo di vita,
eudaimomia.
E fino che andrai verso il tuo scopo di vita otterrai un importante effetto
collaterale cioè la tua area di confort si sarà allargherà ed i confini saranno in zone un tempo “proibite”.
Ci sono tante immagini che rappresentano la zona di confort e come andare
oltre. Te ne mostro una.
La zona di comfort rappresenta l’insieme di tutte quelle attività, più o
meno abituali, che ti senti a tuo agio a fare.
In altri termini, ciò che non ti
causa stizza o ansia nel momento in cui ci pensi o stai per iniziarle.
Fuori dalla zona di confort c’è il disagio, ci sono le scuse e il procastinare. C’è il non ho tempo, non è proprio il momento.
Per andare oltre, per arrivare all’altra sponda cosa serve? Serve un ponte. Il ponte è uno strumento come quelli che attraversi in auto o a piedi.
Si tratta di acquisire nuove abilità, allenarsi, scoprire le qualità nascoste, valorizzare quelle note. Si tratta, se serve, di studiare o chiedere aiuto. Si tratta sempre di metterci impegno. Si tratta di fare, fare anche con errori.
Guarda la dimensione dei cerchi grigi. Sembra una gabbia.
Guarda i cerchi gialli sono enormemente più ampi.
Immagina quanto spazio fisico e mentale, quante possibilità, quante alternative.

UNA BUONA NOTIZIA: la chiamano crisi di mezza età ma è VOGLIA DI EUDAIMONIA

Il tempo sembra sfuggirti e rimpiangi la gioventù spensierata? Non sei solo. Tra i 40 e i 50 anni anche 55 è tempo di bilanci. Si ha la sensazione che qualcosa poteva andare diversamente e ti fai delle domande:

  • Ormai devo rassegnarmi?
  • Che cosa posso fare ancora?
  • Fino a quando sono in tempo?

Tra i 40 e i 50/55 anni capita di avvertire dei comportamenti strani. Hai l’impressione che il tempo ti sfugge di mano conducendoci verso l’epilogo. Ricerchi emozioni estreme e sogni una seconda gioventù. I primi segni sono delle sensazioni di rabbia e di esclusione che spesso mettono in crisi i rapporti con le persone più vicine al lavoro e in famiglia.

I motivi sono svariati: dal lavoro non appagante al calo delle forze fisiche.

Non tutti i mali vengono per nuocere recita un proverbio.

Gli studi segnalano che questo periodo è spesso associato un aumento della curiosità verso gli altri e verso il mondo. Un’apertura verso nuovi stimoli e attività che non abbiamo mai fatto.

Infatti non è crisi di mezza età ma EUDAMONIA.

Dal greco eu ‘buono’ e daimon ‘genio, demone’.

L’Eudaimonia è lo scopo della vita.

Aristotele parlava di Eudaimoniadi, che consiste in uno stato di soddisfazione, salute e benessere. Attraverso la coltivazione delle nostre virtù, pensieri ed azioni conduciamo un percorso verso una crescita esistenziale.

Per Aristotele una persona buona e virtuosa non aveva a che fare con l’agire secondo le norme sociali, quanto piuttosto con saggezza. 

Una saggezza che si ottiene col tempo ed attraverso la pratica. L’Eudaimonia si raggiunge attraverso l’azione al servizio delle proprie virtù. Agendo in linea con i nostri principi e la nostra natura e facendolo diventare un’abitudine, ci muoviamo in direzione del nostro potenziale.

Dentro ciascuno di noi esistesse una predisposizione innata alla crescita ed al raggiungimento del proprio pieno potenziale. 

Carl Rogers la chiama Tendenza Attualizzante. E’ una componente fondamentale della natura umana. Nasciamo con l’abilità di realizzare grandi cose, di andare in direzione della miglior versione di noi stessi. La tendenza attualizzante è radicata nel cambiamento, nel continuo susseguirsi di momenti di crescita che culmina nello stato di auto-realizzazione. 

Dalle parole di Rogers la tendenza dell’uomo ad attualizzare se stesso, a realizzare le sue potenzialità. Mi riferisco a quel processo direzionale che è evidente in tutta la vita organica ed umana L’impulso ad espandersi, svilupparsi e maturare, la tendenza a esprimere e attivare tutte le capacità dell’organismo e del sé. Questa tendenza può essere sepolta in profondità sotto strati e strati di solide difese psicologiche o può essere nascosta dietro elaborate facciate che neghino la sua esistenza, ma sono convinto, alla luce della mia esperienza, che sia presente in ogni individuo e attenda solo le condizioni adatte per manifestarsi e dispiegarsi”.

Condizioni adatte a favorirla:

  • Avere quel senso di insoddisfazione che ti spinge a fare domande e a chiederti cosa puoi ancora fare e se sei ancora in tempo
  • Avere una forte passione, immergersi in attività che sono importanti e che allo stesso tempo mettono alla prova
  • Provare una grande varietà di attività differenti, anche in ambiti diversi da quelli abituali, può aiutarti a capire cosa fa per te e cosa no. 

I timori e i dubbi sono normali perché si tratta di uscire dalla zona di confort…in modo adeguato.

Per oggi mi fermo qui.

Scopo della vita del fuoco: bruciare

TI AIUTERA’

Ciao,
si fa presto a dire vision, quale è il tuo vero scopo di vita, dove vuoi arrivare
con la tua azienda e la tua professione?

Come si fa a saperlo? Abbiamo talmente tanti condizionamenti, messaggi,
informazioni che non è facile sapere cosa davvero vogliamo.
Cosa vuoi per te e non per gli altri? E’ quello che ci viene più facile? Che
ci fa sforzare meno? Guadagnare di più?
O tutto il contrario?
Spesso mi vengono chiesti esercizi e “trucchi”. Non ci sono trucchi, c’è
impegno, ascolto, tempo dedicato.

Ci sono percorsi per trovare le risposte e per primo le domande giuste.
L’esercizio che ti suggerisco oggi è il più “estremo”.
Il tuo funerale ti aiuterà.
Prendi carta e penna o colori e dividi il figlio in due. Scrivi:

  • su un lato il discorso che farai leggere al tuo funerale,
  • dall’altro lato scrivi i discorsi vorresti le persone dicessero al tuo funerale

Fallo due volte cioè su due fogli:


-uno nel caso il tuo funerale fosse oggi
-l’altro il tuo funerale fosse all’età che decidi tu sia
Il tuo funerale ti aiuterà a lavorare meglio e avere le idee piu’ chiare


Stai dicendo che non ci credi?

Ecco, questo è uno dei motivi per cui le cose che vorresti fare non si realizzano.

2 Giugno FESTA della SCELTA

Ciao,
siamo alla ricerca di soluzioni meglio se veloci e di rapido effetto.
Esistono?!?
Si una intuizione arriva in un attimo ma poi richiede tempo per essere
accettata, elaborata, scelta.

Ti deludo? Forse ma non ti illudo!
Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum con cui gli italiani, dopo 85 anni
di regno della dinastia dei Savoia, di cui 20 di dittatura, scelsero di far
diventare l’Italia una Repubblica costituzionale,
abolendo la monarchia.
Insomma, è il compleanno della nostra Repubblica Italiana!
Tu che scelta importante hai fatto nella tua vita? Ti ricordi di
festeggiarla?

Se non ti viene in mente cerca meglio e chiediti se è tempo di una nuova
decisione importante. Quale?

Se decidi di non scegliere qualcuno lo farà per te. Hai presente? Il lavoro, il
partner, il ristorante, le ferie, gli amici, il tempo libero, le letture, le idee,…
Qualche indicazione:
– Scegli quando sei in tempo o procrastini finché la scelta non diventa
inevitabile?
Vivi nell’attesa che un giorno arriverà? Un giorno sarò felice? Un giorno
andrò in pensione?
– Vivi nel “solo allora sarò felice”
L’obiettivo cambia anche prima di raggiunto perché non scegli
veramente
di voler fare qualcosa
lasci la scelta ai giudizi degli altri, a “questo è per te, questo lo puoi
fare e questo no”.
Il 2 giugno, giorno della scelta, può esserti di ispirazione

Fosse la PROATTIVITA’ il segreto del successo la vorresti?

Fosse la proattività il segreto del successo immagino vorresti l’avessero tutti i tuoi collaboratori. Allora vediamo cosa è e perché è importante.

Immagina di essere in ufficio ed è quasi ora di uscire si mette a piovere

Come reagisci?

Non importa la reazione tanto sta piovendo comunque puoi lamentarti o trovare il positivo o una soluzione utile per te in quel momento.

Stai entrando nell’argomento? Ora se ti va guarda queste due scene del film Tomorrowland del 2015 regia di Brad Bird. Ringrazio il cinema insegna per aver selezionato queste scene

Tu chi sei? Il papà, la ragazza, uno dei professori?

Proattivo è un sostantivo formata da due parole: pro che significa pro, verso in pratica il contrario di contro. Sono favorevole, vado verso. Verso che? Verso i miei obiettivi e quello che voglio fare della mia vita, del mio lavoro, del rapporto con gli amici, con il partner,….

E’ la scelta che possiamo compiere ogni giorno della nostra vita di agire e reagire a certi eventi o necessità in un modo che questa scelta sia vincente per noi e per i nostri obiettivi.

L’atteggiamento proattivo prevede sempre la responsabilità, cioè la nostra reazione dipende da noi e non da una causa esterna. I proattivi sanno che, in qualunque situazione, possono fare sempre qualcosa, possono agire in un certo modo e reagire nella maniera migliore.

Le persone reattive, invece, dipendono dalle circostanze e dalle situazioni: è colpa del collega, del capo, del partner, del destino, dei mercati, del governo, del tempo. Dicono ormai sono fatto così, ho fatto sempre così.

Le persone reattive si lamentano del partner, capo, colleghi eppure ne sono influenzate.

Avere la possibilità e responsabilità di scelta conferirebbe un grande potere del quale spesso non siamo consapevoli o addirittura ci spaventa. Se non posso lamentarmi ma tutto dipende da me…!!

Ora sai cosa è la proattività. Non basterà per diventare proattivo e farci diventare i tuoi collaboratori. Non basta la fiducia che riponi in me che dico che diventarlo sarà vincente per te nella tua vita professionale e personale. Occorre allenare la proattività…immaginatela come un muscolo o una abilità. Uno dei motivi per cui faccio questo lavoro è che ripetendo più volte questi concetti anche in me diventano più solidi.

Hai voglia di allenarti per il successo e per raggiungere i tuoi obiettivi?

Scrivimi ti invio con piacere uno strumento utile ad allenare la proattività

diana@dianaduca.it

IL PROBLEMA DELLA FELICITA’ E’…

Nel 2017 ho frequentato un corso intensivo per insegnanti yoga nella
campagna fiorentina in una Villa Medicea.
Si iniziava alla 6.00 di mattina con un’ora di meditazione. La meditazione è
impegnativa per la mente e per il corpo. I dolori fisici possono rubare
attenzioni che si dovrebbe dare ad processo.
Poi il sabato sera esibizioni, perché un insegnante deve anche saper stare sul palcoscenico.
La mia performance è stata una parodia sulla meditazione.
Racconto della mia ricerca della felicità nella meditazione. Nel finale, dopo gli applausi, dico di aver trovato la felicità ascoltando le parole di un ospite
della villa in una sera di chiacchiere.

Il problema della felicità è che non lascia cicatrici!
Sono convinta non sia esattamente così nel senso che essere felici crea altra
felicità. Per questo puoi rileggere l’articolo “essere felice ti farà guadagnare di +” cliccando qui.
Comunque la frase è davvero forte e illuminante: ci sono dolori che ci
attanagliano e bloccano per una vita come rimanesse una cicatrice che
fa male ad ogni cambio di temperatura.

ESSERE FELICE TI FARA’ GUADAGNARE DI +

Vuoi essere un imprenditore, professionista, dirigente, genitore felice o
guadagnare di più?

Attento perché la domanda nasconde un tranello, cioè considera le due cose
inconciliabili.
E il secondo errore stai per farlo tu! Stai pensando: fammi guadagnare di
più che poi la felicità arriva?
Sei sicuro sia così? Ti è capitato magari in passato di guadagnare di più e di non essere così felice? Conosci amici che guadagnano bene eppure si lamentano?
Perché succede? Come è possibile?
Ecco la risposta che ti cambierà la vita: come guadagnare di più ed
essere felice!

Stai per leggere la risposta che aspettavi da tempo. Un messaggio
illuminante. Scoprirai perché puntare tutto sul piacere dei sensi sarà
aver puntato sul gradino più basso.

Esempi che ti confermano che guadagnare di più non garantisce la felicità ce ne sono a migliaia. Ti nomino solo i vincitori delle lotterie di cui spesso sentiamo tristi storie. Ti sarà capitato di ammirare qualcuno di cui poi hai saputo avere difficoltà economiche o di salute o familiari.
Allora potrebbe essere vero il contrario cioè essere felice fa
guadagnare di più!

Si. Essere felice ti farà guadagnare di più!
Attento perché sembra una piccola differenza ma mettere in ordine le cose da fare ha la sua importanza. Sicuramente hai già visto l’importanza delle priorità se ti sei occupato di time management.
La lista precisa per il successo prevede al primo posto la felicità.
Concentrati sulla felicità che il guadagno arriverà.
Ecco il nocciolo duro: cosa è la felicità?
NON è essere sempre positivo.
NON è avere una rendita per poter non lavorare
NON è trovare il principe azzurro
NON è avere una donna che non rompe come invece spesso facciamo o un
uomo che si ricorda tutto quello che diciamo anche quando parliamo da sotto
la doccia
NON è vincere alla lotteria
Gli studi sulla felicità sono molto precisi e scientifici. Ti racconto quello che
più sento farmi vibrare ogni volta che lo leggo o racconto.
Martin Seligman, Direttore Centro Psicologia Positiva Università Pennsylvania,
descrive tre tipi di vita felice in ordine di risultato positivo, duraturo e di soddisfazione:

  1. Pleasant life edonia siamo felici quando proviamo piacere 50% fattore
    ereditario e ambientale. Si può migliorare di 15-20%. E’ il piacere dei sensi
    destinato a saturazione. Felicità breve e rischiosa
  2. Good life flusso siamo felici quando esprimiamo il meglio di noi.
    Coinvolgimento pieno, ci impegniamo a fondo. E’ l’esperienza di
    flusso/flow
  3. Meaningful life eudemonia dare un significato alla nostra vita ci rende
    felici. E’ la volontà di significato, l’uomo consciamente o no crede e cerca
    un senso dell’esistenza
    Stai inquadrando l’argomento? Hai capito perché è illusorio aspettare la fine
    della giornata per essere felici, o le vacanze o la pensione?! Puntare tutto sul piacere dei sensi sarà aver puntato sul gradino più basso
    La felicità è un modo di viaggiare piuttosto che un punto di arrivo. Investi nell’approfondire il flusso e nel dare un senso a quello che fai anche gli affari prenderanno il verso giusto