Fosse la PROATTIVITA’ il segreto del successo la vorresti?

Fosse la PROATTIVITA’ il segreto del successo la vorresti?

Fosse la proattività il segreto del successo immagino vorresti l’avessero tutti i tuoi collaboratori. Allora vediamo cosa è e perché è importante.

Immagina di essere in ufficio ed è quasi ora di uscire si mette a piovere

Come reagisci?

Non importa la reazione tanto sta piovendo comunque puoi lamentarti o trovare il positivo o una soluzione utile per te in quel momento.

Stai entrando nell’argomento? Ora se ti va guarda queste due scene del film Tomorrowland del 2015 regia di Brad Bird. Ringrazio il cinema insegna per aver selezionato queste scene

Tu chi sei? Il papà, la ragazza, uno dei professori?

Proattivo è un sostantivo formata da due parole: pro che significa pro, verso in pratica il contrario di contro. Sono favorevole, vado verso. Verso che? Verso i miei obiettivi e quello che voglio fare della mia vita, del mio lavoro, del rapporto con gli amici, con il partner,….

E’ la scelta che possiamo compiere ogni giorno della nostra vita di agire e reagire a certi eventi o necessità in un modo che questa scelta sia vincente per noi e per i nostri obiettivi.

L’atteggiamento proattivo prevede sempre la responsabilità, cioè la nostra reazione dipende da noi e non da una causa esterna. I proattivi sanno che, in qualunque situazione, possono fare sempre qualcosa, possono agire in un certo modo e reagire nella maniera migliore.

Le persone reattive, invece, dipendono dalle circostanze e dalle situazioni: è colpa del collega, del capo, del partner, del destino, dei mercati, del governo, del tempo. Dicono ormai sono fatto così, ho fatto sempre così.

Le persone reattive si lamentano del partner, capo, colleghi eppure ne sono influenzate.

Avere la possibilità e responsabilità di scelta conferirebbe un grande potere del quale spesso non siamo consapevoli o addirittura ci spaventa. Se non posso lamentarmi ma tutto dipende da me…!!

Ora sai cosa è la proattività. Non basterà per diventare proattivo e farci diventare i tuoi collaboratori. Non basta la fiducia che riponi in me che dico che diventarlo sarà vincente per te nella tua vita professionale e personale. Occorre allenare la proattività…immaginatela come un muscolo o una abilità. Uno dei motivi per cui faccio questo lavoro è che ripetendo più volte questi concetti anche in me diventano più solidi.

Hai voglia di allenarti per il successo e per raggiungere i tuoi obiettivi?

Scrivimi ti invio con piacere uno strumento utile ad allenare la proattività

diana@dianaduca.it

IL PROBLEMA DELLA FELICITA’ E’…

Nel 2017 ho frequentato un corso intensivo per insegnanti yoga nella
campagna fiorentina in una Villa Medicea.
Si iniziava alla 6.00 di mattina con un’ora di meditazione. La meditazione è
impegnativa per la mente e per il corpo. I dolori fisici possono rubare
attenzioni che si dovrebbe dare ad processo.
Poi il sabato sera esibizioni, perché un insegnante deve anche saper stare sul palcoscenico.
La mia performance è stata una parodia sulla meditazione.
Racconto della mia ricerca della felicità nella meditazione. Nel finale, dopo gli applausi, dico di aver trovato la felicità ascoltando le parole di un ospite
della villa in una sera di chiacchiere.

Il problema della felicità è che non lascia cicatrici!
Sono convinta non sia esattamente così nel senso che essere felici crea altra
felicità. Per questo puoi rileggere l’articolo “essere felice ti farà guadagnare di +” cliccando qui.
Comunque la frase è davvero forte e illuminante: ci sono dolori che ci
attanagliano e bloccano per una vita come rimanesse una cicatrice che
fa male ad ogni cambio di temperatura.

ESSERE FELICE TI FARA’ GUADAGNARE DI +

Vuoi essere un imprenditore, professionista, dirigente, genitore felice o
guadagnare di più?

Attento perché la domanda nasconde un tranello, cioè considera le due cose
inconciliabili.
E il secondo errore stai per farlo tu! Stai pensando: fammi guadagnare di
più che poi la felicità arriva?
Sei sicuro sia così? Ti è capitato magari in passato di guadagnare di più e di non essere così felice? Conosci amici che guadagnano bene eppure si lamentano?
Perché succede? Come è possibile?
Ecco la risposta che ti cambierà la vita: come guadagnare di più ed
essere felice!

Stai per leggere la risposta che aspettavi da tempo. Un messaggio
illuminante. Scoprirai perché puntare tutto sul piacere dei sensi sarà
aver puntato sul gradino più basso.

Esempi che ti confermano che guadagnare di più non garantisce la felicità ce ne sono a migliaia. Ti nomino solo i vincitori delle lotterie di cui spesso sentiamo tristi storie. Ti sarà capitato di ammirare qualcuno di cui poi hai saputo avere difficoltà economiche o di salute o familiari.
Allora potrebbe essere vero il contrario cioè essere felice fa
guadagnare di più!

Si. Essere felice ti farà guadagnare di più!
Attento perché sembra una piccola differenza ma mettere in ordine le cose da fare ha la sua importanza. Sicuramente hai già visto l’importanza delle priorità se ti sei occupato di time management.
La lista precisa per il successo prevede al primo posto la felicità.
Concentrati sulla felicità che il guadagno arriverà.
Ecco il nocciolo duro: cosa è la felicità?
NON è essere sempre positivo.
NON è avere una rendita per poter non lavorare
NON è trovare il principe azzurro
NON è avere una donna che non rompe come invece spesso facciamo o un
uomo che si ricorda tutto quello che diciamo anche quando parliamo da sotto
la doccia
NON è vincere alla lotteria
Gli studi sulla felicità sono molto precisi e scientifici. Ti racconto quello che
più sento farmi vibrare ogni volta che lo leggo o racconto.
Martin Seligman, Direttore Centro Psicologia Positiva Università Pennsylvania,
descrive tre tipi di vita felice in ordine di risultato positivo, duraturo e di soddisfazione:

  1. Pleasant life edonia siamo felici quando proviamo piacere 50% fattore
    ereditario e ambientale. Si può migliorare di 15-20%. E’ il piacere dei sensi
    destinato a saturazione. Felicità breve e rischiosa
  2. Good life flusso siamo felici quando esprimiamo il meglio di noi.
    Coinvolgimento pieno, ci impegniamo a fondo. E’ l’esperienza di
    flusso/flow
  3. Meaningful life eudemonia dare un significato alla nostra vita ci rende
    felici. E’ la volontà di significato, l’uomo consciamente o no crede e cerca
    un senso dell’esistenza
    Stai inquadrando l’argomento? Hai capito perché è illusorio aspettare la fine
    della giornata per essere felici, o le vacanze o la pensione?! Puntare tutto sul piacere dei sensi sarà aver puntato sul gradino più basso
    La felicità è un modo di viaggiare piuttosto che un punto di arrivo. Investi nell’approfondire il flusso e nel dare un senso a quello che fai anche gli affari prenderanno il verso giusto

La domanda che potrebbe cambiarti la vita

Ti faccio una domanda che potrebbe cambiare il tuo modo di vedere le
cose per sempre, la domanda della vita insomma.
E se le emozioni non fossero nostre? E neppure legate a chi pensiamo ne
siano la causa
tipo marito, moglie, colleghi, dipendenti, capo.
Se hai qualche riga di pazienza ti spiego cosa voglio dire. Inizio con una
premessa e vado per punti:
Le emozioni sono un nutrimento. Come tutto ciò che nutre fanno
bene, sono vitali e possono diventare veleno
– Allora non sono le emozioni a essere positive come la gioia o
negative
come la paura o la rabbia
– Se non sono le emozioni a essere positive e negative perché allora la
paura ci imprigiona, la rabbia ci tormenta, la tristezza ci deprime?

Ecco cosa devi fare per uscire da questa trappola:
– Esercita il non attaccamento cioè accogli gioie e dolori certo che
tutte e due passeranno
. Non aggrapparti ai momenti belli scacciando
quelli cattivi, tutti (i momenti) hanno qualcosa da dirti di te
– Ed ecco l’antidoto, il tema di oggi. Per rafforzare quanto scrivo ti dico
che lo leggo a pagina 47 di Riza di dicembre 2020 (mensile diretto dal
Raffaele Morelli) Siamo abituati a pensare a noi come entità chiuse e
separate dalla natura. Ma non è così. La tristezza non è la tua, è la
tristezza del mondo.
Quando sei triste l’universo si affaccia in forma di
tristezza, un’energia forte e necessaria alla vita. Prova a ripetere: la
tristezza è venuta a farmi visita come posso onorarla?
Dedica del
tempo a rispondere. Potresti sorprenderti. Potresti avere risposte
costruttive e notare che la tristezza si comporta come l’onda del
mare
cioè arriva, ti sospinge e passa. Cosa facciamo invece di solito?
Cerchiamo di combatterla e la identifichiamo con qualcuno o
qualcosa che l’ha provocata.
Insistiamo e diventiamo pessimisti.
Ma la tristezza non è la nostra e neppure di chi pensiamo l’abbia
provocata.

Funziona così anche con la paura e la rabbia. Caso vuole che ho un esempio
sulla tristezza. Hai sicuramente visto il film di animazione Inside Out. Ricordi
tristezza? Che noiosa, che barbosa anche di intralcio a combinare guai
eppure in un paio di occasioni risolve la situazione e gioia
, nella scena
finale, comprende che la tristezza non si può scacciare perché ha un
ruolo importante.
Ecco un collage delle due scene:


accarezzare IL LIMITE per superarlo

Argomento: che significa individuare il limite, conoscerlo, toccarlo, superarlo? Breve video tratto da una prestazione di apnea dinamica con monopinna. La prestazione consiste nel nuotare sott’acqua alla velocità preferita percorrendo più strada possibile. Condizione importante per la validità della prestazione il protocollo di uscita. Dimostrare di essere lucidi e a disposizione dei giudici. Dopo l’uscita fai caso al braccio che, come richiesto, fa il segno di ok. Lo vedi un po’ tremolante? Non è un effetto del video, si sta proprio muovendo. Significa che il corpo ha un livello di ossigeno non più adatto al normale funzionamento del sistema. Dopo il tremolio c’è il black out in pratica si sviene perché il corpo destina al cervello le ultime riserve di ossigeno. Ecco questo “tremolio” è avvicinarsi il più possibile al limite, nuotare fino a che è possibile con fiducia, uscire con gesti economici e avere comunque la riserva necessaria a “sopravvivere”. Se lo accarezzi il limite con rispetto si lascerà superare.

Guarda che carino

Video realizzato da amici che hanno avuto affetto e pazienza. Affetto di seguirmi fino a San Marino e pazienza di filmarmi dal bar della struttura. Tenero il commento: guarda come è carino il nastrino giallo sulla maschera. Ci tengo molto a quel nastrino, il giallo è il colore della mia società il Monsub. La specialità si chiama apnea dinamica indoor con attrezzo monopinna. In pratica si tratta di diventare per un paio di minuti anche più una sirena e scivolare sull’acqua

Tutto di un fiato

Oggi racconto di una delle mie passioni: l’apnea.
Da dove iniziare? Gli amori, i dolori, l’impegno, le sfide impossibili, il
superare i limiti, il fidarsi, la medaglia al valore, gli abissi, l’accettare, i
miti

Se vuoi iniziare dalla fine vai al video. Racconto di come trattenere il respiro per 5 minuti.
Oppure inizia da questa immagine a me molto cara.

Dai sorrisi che abbiamo la competizione è andata bene: primo posto. Da
come siamo vestite si intuisce che la gara è la mia, sono salita sul gradino più alto del podio. Da come l’abbraccio esprimo tutto la gioia e la gratitudine. Lei, Cristina un’amica di Torino oltre che un’atleta della nazionale italiana di apnea, era la mia assistente. Partivo per ultima, sapevo cosa dovevo fare per vincere.
Abbiamo deciso insieme la strategia cioè una prestazione pulita, bella, utile per vincere senza esibizionismo. Una volta stilato l’accordo mi sono affidata a lei che stimo moltissimo ed alle mie capacità. Sapevo che se fossi stata capace di lasciarmi portare dall’acqua e dalla sua voce sarei riuscita ed il fisico mi avrebbe accompagnato. Decidere una strategia, fissare un obiettivo, dividere i compiti, fidarsi di sé e degli altri, mettercela tutta. Quel giorno la lezione che ho portato a casa è stata grande oltre alla medaglia d’oro.
Ed ora il video: che vantaggio c’è a trattenere il respiro per 5 minuti?


CAMBIARE ABITUDINI

Vuoi cambiare abitudini? Hai tentato tante volte senza riuscire oppure non hai ancora provato perché temi il risultato? Questo video è giusto per te. C’è un errore nei primi secondi, riesci a scovarlo?

.

MIA FIGLIA NON HA METODO DI STUDIO. SAI DOVE SI COMPRA?

Il contributo di questo articolo lo devo ad un amico d’infanzia che fa parte di questo gruppo.

Intanto inizio con il rendere grazie alla parola “amico d’infanzia”. Sono una persona fortunata. Ho diversi amici d’infanzia e ogni volta è la stessa emozione ma non mi abituo. Magari non ti senti per anni e poi quando capita di nuovo sembra non sia passato un giorno. Questo argomento merito un futuro approfondimento.

Torno al tema di oggi. Questo amico mi chiama e mi dice: mia figlia non ha metodo di studio. Frequenta il liceo. Pensavo bastasse mandarla a scuola, invece sembra di no. Tu sai dove si compra?

Dubito una ragazza arrivata al terzo liceo scientifico non abbia metodo. Comunque non sono stata tanto a spiegare e le propongo un paio di incontri: il primo di persona il secondo online.

La prima volta le ho fatto parecchie domande e ho capito di partire già bene. Esempio: studi con sottofondo musicale? No. Ti distrai spesso dalle notifiche del cellulare? No.

Sono già tre volte che ci vediamo e le prime due avevamo già verificato le motivazioni, trovato spunti per essere stimolata, fissato gli obiettivi fino a giugno, imparato un paio di tecniche sul metodo di studio e la memorizzazione, respirato e ballato.

A mio avviso è autonoma può continuare da sola. Ora deciderà se ogni 2/3/4 settimane vorrà fare un punto della situazione, monitorare i risultati e decidere come proseguire.

Per prepararmi a questo percorso ho verificato il metodo e pensiero dei più esperti in Italia di “memorizzazione”. Testuali parole:

Molti cercano il trucco, la tecnica per studiare meno e ricordare di più.
Purtroppo la realtà è ben diversa da un costoso corso di memorizzazione che promette di risolvere la questione in un giorno.
Le tecniche di memoria sono facili da spiegare e difficili da applicare allo studio. Inoltre sono delle tecniche. Non sono un metodo di studio.
Ad esempio se sei uno che memorizza con facilità, ma se non hai la motivazione, quel poco tempo che passi a studiare è frustrante e faticoso come i lavori forzati.
Al contrario, se sei molto motivato ma ti concentri con fatica, otterrai dei risultati, ma con uno sforzo enorme.
Oppure se studi velocemente ma non sai organizzare il lavoro, magari passerai anche gli esami, ma sarà comunque un calvario, ti troverai sempre sfinito la notte prima del test.
Infine, ma non meno importante, se non sai approfittare del tempo che passi a lezione, non segui, non riesci a prendere appunti ma trascrivi tutto quello che il prof dice butterai via ogni giorno 5 ore della tua vita senza nessuna ragione precisa.

Vi saluto con un video famoso del prof. Gardner Howard dell’Università di Harward. E’ sua la teoria delle intelligenze multiple secondo la quale la nostra intelligenza è dinamica e formata da più fattori. Ognuno ha tutti questi fattori in misura variabile. Uno di questi fattori è certo l’intelligenza logico-matematica ma poi c’è anche quella spaziale tipica degli scultore che da un pezzo di marmo o legno vedono già l’opera finita, quella linguistica, musicale,… Gardner ne evidenzia 7/8/9 (nel tempo ne ha aggiunte) e in questo video spiega come la scuola per poter essere utile agli studenti dovrebbe essere organizzata in maniera diversa dalla attuale. Torna perfetta la frase di Einstein “Ognuno è un genio ma se giudichi un pesce dalla capacità di arrampicarsi su un albero, passerà la vita a credersi stupido”.

Ecco il video del Prof. Gardner sulle intelligenze multiple, 8 minuti in cui vi immagino ricordare e annuire:

Il tuo commento è sempre gradito.