accarezzare IL LIMITE per superarlo

accarezzare IL LIMITE per superarlo

Argomento: che significa individuare il limite, conoscerlo, toccarlo, superarlo? Breve video tratto da una prestazione di apnea dinamica con monopinna. La prestazione consiste nel nuotare sott’acqua alla velocità preferita percorrendo più strada possibile. Condizione importante per la validità della prestazione il protocollo di uscita. Dimostrare di essere lucidi e a disposizione dei giudici. Dopo l’uscita fai caso al braccio che, come richiesto, fa il segno di ok. Lo vedi un po’ tremolante? Non è un effetto del video, si sta proprio muovendo. Significa che il corpo ha un livello di ossigeno non più adatto al normale funzionamento del sistema. Dopo il tremolio c’è il black out in pratica si sviene perché il corpo destina al cervello le ultime riserve di ossigeno. Ecco questo “tremolio” è avvicinarsi il più possibile al limite, nuotare fino a che è possibile con fiducia, uscire con gesti economici e avere comunque la riserva necessaria a “sopravvivere”. Se lo accarezzi il limite con rispetto si lascerà superare.

Guarda che carino

Video realizzato da amici che hanno avuto affetto e pazienza. Affetto di seguirmi fino a San Marino e pazienza di filmarmi dal bar della struttura. Tenero il commento: guarda come è carino il nastrino giallo sulla maschera. Ci tengo molto a quel nastrino, il giallo è il colore della mia società il Monsub. La specialità si chiama apnea dinamica indoor con attrezzo monopinna. In pratica si tratta di diventare per un paio di minuti anche più una sirena e scivolare sull’acqua

Tutto di un fiato

Oggi racconto di una delle mie passioni: l’apnea.
Da dove iniziare? Gli amori, i dolori, l’impegno, le sfide impossibili, il
superare i limiti, il fidarsi, la medaglia al valore, gli abissi, l’accettare, i
miti

Se vuoi iniziare dalla fine vai al video. Racconto di come trattenere il respiro per 5 minuti.
Oppure inizia da questa immagine a me molto cara.

Dai sorrisi che abbiamo la competizione è andata bene: primo posto. Da
come siamo vestite si intuisce che la gara è la mia, sono salita sul gradino più alto del podio. Da come l’abbraccio esprimo tutto la gioia e la gratitudine. Lei, Cristina un’amica di Torino oltre che un’atleta della nazionale italiana di apnea, era la mia assistente. Partivo per ultima, sapevo cosa dovevo fare per vincere.
Abbiamo deciso insieme la strategia cioè una prestazione pulita, bella, utile per vincere senza esibizionismo. Una volta stilato l’accordo mi sono affidata a lei che stimo moltissimo ed alle mie capacità. Sapevo che se fossi stata capace di lasciarmi portare dall’acqua e dalla sua voce sarei riuscita ed il fisico mi avrebbe accompagnato. Decidere una strategia, fissare un obiettivo, dividere i compiti, fidarsi di sé e degli altri, mettercela tutta. Quel giorno la lezione che ho portato a casa è stata grande oltre alla medaglia d’oro.
Ed ora il video: che vantaggio c’è a trattenere il respiro per 5 minuti?


MIA FIGLIA NON HA METODO DI STUDIO. SAI DOVE SI COMPRA?

Il contributo di questo articolo lo devo ad un amico d’infanzia che fa parte di questo gruppo.

Intanto inizio con il rendere grazie alla parola “amico d’infanzia”. Sono una persona fortunata. Ho diversi amici d’infanzia e ogni volta è la stessa emozione ma non mi abituo. Magari non ti senti per anni e poi quando capita di nuovo sembra non sia passato un giorno. Questo argomento merito un futuro approfondimento.

Torno al tema di oggi. Questo amico mi chiama e mi dice: mia figlia non ha metodo di studio. Frequenta il liceo. Pensavo bastasse mandarla a scuola, invece sembra di no. Tu sai dove si compra?

Dubito una ragazza arrivata al terzo liceo scientifico non abbia metodo. Comunque non sono stata tanto a spiegare e le propongo un paio di incontri: il primo di persona il secondo online.

La prima volta le ho fatto parecchie domande e ho capito di partire già bene. Esempio: studi con sottofondo musicale? No. Ti distrai spesso dalle notifiche del cellulare? No.

Sono già tre volte che ci vediamo e le prime due avevamo già verificato le motivazioni, trovato spunti per essere stimolata, fissato gli obiettivi fino a giugno, imparato un paio di tecniche sul metodo di studio e la memorizzazione, respirato e ballato.

A mio avviso è autonoma può continuare da sola. Ora deciderà se ogni 2/3/4 settimane vorrà fare un punto della situazione, monitorare i risultati e decidere come proseguire.

Per prepararmi a questo percorso ho verificato il metodo e pensiero dei più esperti in Italia di “memorizzazione”. Testuali parole:

Molti cercano il trucco, la tecnica per studiare meno e ricordare di più.
Purtroppo la realtà è ben diversa da un costoso corso di memorizzazione che promette di risolvere la questione in un giorno.
Le tecniche di memoria sono facili da spiegare e difficili da applicare allo studio. Inoltre sono delle tecniche. Non sono un metodo di studio.
Ad esempio se sei uno che memorizza con facilità, ma se non hai la motivazione, quel poco tempo che passi a studiare è frustrante e faticoso come i lavori forzati.
Al contrario, se sei molto motivato ma ti concentri con fatica, otterrai dei risultati, ma con uno sforzo enorme.
Oppure se studi velocemente ma non sai organizzare il lavoro, magari passerai anche gli esami, ma sarà comunque un calvario, ti troverai sempre sfinito la notte prima del test.
Infine, ma non meno importante, se non sai approfittare del tempo che passi a lezione, non segui, non riesci a prendere appunti ma trascrivi tutto quello che il prof dice butterai via ogni giorno 5 ore della tua vita senza nessuna ragione precisa.

Vi saluto con un video famoso del prof. Gardner Howard dell’Università di Harward. E’ sua la teoria delle intelligenze multiple secondo la quale la nostra intelligenza è dinamica e formata da più fattori. Ognuno ha tutti questi fattori in misura variabile. Uno di questi fattori è certo l’intelligenza logico-matematica ma poi c’è anche quella spaziale tipica degli scultore che da un pezzo di marmo o legno vedono già l’opera finita, quella linguistica, musicale,… Gardner ne evidenzia 7/8/9 (nel tempo ne ha aggiunte) e in questo video spiega come la scuola per poter essere utile agli studenti dovrebbe essere organizzata in maniera diversa dalla attuale. Torna perfetta la frase di Einstein “Ognuno è un genio ma se giudichi un pesce dalla capacità di arrampicarsi su un albero, passerà la vita a credersi stupido”.

Ecco il video del Prof. Gardner sulle intelligenze multiple, 8 minuti in cui vi immagino ricordare e annuire:

Il tuo commento è sempre gradito.

SEI STANCO DI ASPETTARE?

Sei STANCO DI ASPETTARE? Hai un amico o persona cara che vive aspettando e non succede niente?

Potrebbe aiutarti questo articolo.

Lo scorso articolo, sul CAMBIAMENTO, scrissi che aspettavo il principe azzurro. Volevo sfidasse il drago che sorvegliava la bella torre dove ero rinchiusa. Sognavo venisse a portarmi via dandomi un passaggio sul suo destriero.

Oggi racconto la storia del drago che sorvegliava la mia bella torre.

Stanca di aspettare che arrivasse un principe azzurro a salvarmi raccolsi il mio coraggio, impugnai la spada e andai dritta verso il drago per ucciderlo.

NON HO PIU’ PAURA DI TE, gridai anche se dentro tremavo.

Il drago mi guardò negli occhi stupito e disse: Non c’è alcun bisogno di essere violenti. Io non ti ho imposto di rimanere nella tua bella torre. Anzi mi chiedevo perché restassi così a lungo. Ero quaggiù a sorvegliare i tuoi tesori e talenti.

Bene, risposi con imbarazzo. Mi allontanai dalla tana del drago e realizzai che ciò che mi aveva imprigionata erano le mie paure del drago non lui. Avevo sentire brutte storie su di lui e non avevo verificato. Avevo preferito aspettare che qualcuno si facesse avanti. Pensavo di non essere in grado di affrontarlo da sola.

La storia è breve da raccontare ma ti assicuro a me ci sono voluti anni e anni per metterla in pratica. Non mi dilungo con teorie e studi. Se in qualche modo ti tocca sono contenta che l’hai letta. Se pensi riguardi qualcuno che conosci trova un modo carino che passarglielo.

Scrivi il tuo feedback su questo articolo, lo leggerò volentieri.

VOGLIO CAMBIARE MA NON RIESCO

Voglio cambiare ma non riesco. Torno a fare i soliti errori.

Ti è già capitato di trovarti in questa situazione?

Intanto chiediti se lo vuoi davvero o se aspetti qualcosa o qualcuno che faccia sparire le tue difficoltà e ti porti nel tuo mondo ideale.

Io l’ho fatto. Aspettavo il principe azzurro che sfidasse il drago che sorvegliava la bella torre dove ero rinchiusa. Sognavo venisse a portarmi via dandomi un passaggio sul suo destriero.

Quando ho capito che non sarebbe arrivato nessun principe perché pure loro hanno le loro difficoltà mi sono chiesta se ero destinata a rimanere nella torre. Impossibile. Se l’essere umano è destinato a evolvere allora impossibile. Ma come si fa ad uscire? Come si fa a cambiare?

Ci sono tanti modi, molte tecniche dalle più impegnative alle più “leggere”.

Stai dicendo che non hai provato niente? Chiediti se è tempo di prendersi la responsabilità di provare, di dedicarci del tempo.

Stai dicendo che hai provato qualcosa e che, dopo brevi momenti in cui ti sembrava di aver capito tutto, sei tornato al punto di partenza? E’ possibile perché l’uomo è “scordereccio” e pure la donna!

Con questa battuta voglio ricordare che siamo fatti per evolvere e anche per sopravvivere. Abbiamo una montagna di dati archiviati che ci spingono a rimanere dove conosciamo, dove il rischio è o sembra assente.

Faresti un tuffo in piscina bendato senza sapere se c’è acqua all’interno? Spero di no. Lo faresti sicuro ci sia l’acqua sotto? Sicuramente si se sei abituato. Forse si se accompagnato, se motivato, se qualcuno ti anticipa quello che accadrà come costi e benefici.

Il cambiamento attraversa delle fasi di resistenza fisiologiche relative ai tratti della personalità, alla storia di vita eal la situazione attuale. In questa prospettiva, la resistenza al cambiamento personale è un’occasione incredibile per conoscersi.

Ogni volta che proviamo ad affrontare un cambiamento ci mettiamo in un meccanismo emotivo particolare. Mi sono chiesta: cosa prova la freccia che, desiderosa che spiccare il volo per raggiungere il suo obiettivo, si sente tendere e tirare indietro, molto indietro? Se potesse non rinuncerebbe in quel momento?

Ogni volta che proviamo ad affrontare un cambiamento ci troviamo inevitabilmente a dover gestire un ciclocon fasi precise. Conoscerle si è già a metà dell’opera. All’inizio siamo entusiasti, bene è la spinta necessaria per partire. A volte esageriamo e ci troviamo stanchi dopo poco. Poi arriva la fase più buia in cui si tocca il fondo, si fa indietro, ci si deprime e siamo sconsolati. Questa fase è funzionale eppure molti si fermano qui. Resistere è fondamentale. Si riesce grazie a piccoli passi focalizzati a obiettivi molto vicini a noi e quotidiani. Nella fase successiva iniziamo ad avvertire il cambiamento e per fissare i risultati sarà importante aiutare gli altri e festeggiare.

Ho messo insieme l’aver studiato questo processo e il regalo di compleanno di un’amica. Ne è uscito un progetto che stimola al cambiamento facendo altro: CAMBIARE IN 15 MINUTI. Per questo motivo è un laboratorio che riduce al minimo la fase in cui ci si scoraggia, focalizza l’attenzione su attività a breve termine e grazie al gruppo mette in moto l’occasione di essere di aiuto a sé ed agli altri.

Inizierà a gennaio 2021, contattami per riservare il tuo posto, per avere maggiori informazioni o solo per un feedback su questo articolo. Siamo tutti in cammino anche a me piace cambiare per evolvere.

Competenze del Coach Professionista

COMPETENZE DEL COACH PROFESSIONISTA ICF International Coach Federation + aggiornamento da fine 2019

competenze ICF

Dopo un lavoro durato due anni ICF, l’International Coaching Federation ha presentato un aggiornamento del modello delle Core Competencies. LE FAMOSE 11 COMPETENZE DIVENTANO 8

A. LE BASI

1. DIMOSTRA LA PRATICA ETICA

Definizione: Comprende e applica coerentemente l’etica e gli standard di coaching.

2. ESPRIME IL COACHING MINDSET

Definizione: sviluppa e mantiene una mentalità aperta, curiosa, flessibile e centrata sul cliente.

B. CO-CREARE LA RELAZIONE

3. STABILISCE E MANTIENE GLI ACCORDI

Definizione: collabora con il cliente e le parti interessate per creare accordi chiari sulla relazione, sul processo, sui piani e sugli obiettivi di coaching. Stabilisce accordi per l’intero percorso di coaching così come quelli per ogni sessione di coaching.

4. COLTIVA FIDUCIA ESICUREZZA

Definizione: Collabora con il cliente per creare un ambiente sicuro e di supporto che consenta al cliente di condividere liberamente. Mantiene un rapporto di reciproco rispetto e fiducia.

5. MANTIENE LA PRESENZA

Definizione: è pienamente consapevole e presente con il cliente, impiegando uno stile aperto, flessibile, centrato e sicuro di sé.

C. COMUNICARE EFFICACEMENTE

6. ASCOLTA ATTIVAMENTE

Definizione: si concentra su ciò che il cliente dice e non dice per comprendere pienamente ciò che viene comunicato nel contesto dei sistemi del cliente e per supportare l’auto-espressione del cliente.

7. EVOCA CONSAPEVOLEZZA

Definizione: facilita le intuizioni e l’apprendimento del cliente utilizzando strumenti e tecniche quali le domande potenti, silenzio, metafore o analogie.

D. COLTIVARE L’APPRENDIMENTO E LA CRESCITA

8. FACILITA LA CRESCITA DEL CLIENTE

Definizione: collabora con il cliente per trasformare l’apprendimento e le intuizioni in azioni. Promuove l’autonomia del cliente nel processo di coaching.

COMPETENZE DEL COACH PROFESSIONISTA AICP associazione Italiana Coach Professionisti

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