Categoria: YOGA

IL PROBLEMA DELLA FELICITA’ E’…

Nel 2017 ho frequentato un corso intensivo per insegnanti yoga nella
campagna fiorentina in una Villa Medicea.
Si iniziava alla 6.00 di mattina con un’ora di meditazione. La meditazione è
impegnativa per la mente e per il corpo. I dolori fisici possono rubare
attenzioni che si dovrebbe dare ad processo.
Poi il sabato sera esibizioni, perché un insegnante deve anche saper stare sul palcoscenico.
La mia performance è stata una parodia sulla meditazione.
Racconto della mia ricerca della felicità nella meditazione. Nel finale, dopo gli applausi, dico di aver trovato la felicità ascoltando le parole di un ospite
della villa in una sera di chiacchiere.

Il problema della felicità è che non lascia cicatrici!
Sono convinta non sia esattamente così nel senso che essere felici crea altra
felicità. Per questo puoi rileggere l’articolo “essere felice ti farà guadagnare di +” cliccando qui.
Comunque la frase è davvero forte e illuminante: ci sono dolori che ci
attanagliano e bloccano per una vita come rimanesse una cicatrice che
fa male ad ogni cambio di temperatura.

Come è nato lo yoga

Come lo YOGA è nato, come si è evoluto e cosa significa?

La leggenda narra che un giorno il dio Shiva decise di insegnare tutti i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati attraverso una danza. Vicino a loro e nascosto c’era un piccolo pesce che, senza farsi notare, ascoltò attentamente tutte le sue sagge parole. Quando i due dei si accorsero della presenza del piccolo intruso era troppo tardi e il piccolo animale si era già dileguato portando con sé tutto quello che aveva appreso. Il pesciolino nuotò lontano sperimentando su di sé gli insegnamenti sacri che aveva acquisito. Con il passare del tempo passò attraverso le tappe del percorso evolutivo dello yoga e alla fine si trasformò in un uomo. E così nacque il primo yogi della storia e grazie ad esso la scienza dello yoga fu conosciuta dall’essere umano.

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Il respiro

IL RESPIRO E’ QUANTO DI PIU’ POTENTE ABBIAMO, UN PONTE TRA FUORI E DENTRO DI NOI.

Il respiro cambia ad ogni situazione senza che ce ne accorgiamo.

Riconoscere e conoscere il proprio respiro è un passo fondamentale verso la consapevolezza.

L’uomo può rimanere settimane senza mangiare, giorni senza bere e solo minuti senza respirare. Sembrerebbe evidente l’importanza della respirazione eppure sappiamo tanto di cibo, parliamo sempre di cibo, in tv di propongono ogni giorno consigli e trasmissioni sul cibo, i social sono pieni di foto sul cibo e recensioni su dove mangiar bene.

Tutti sappiamo cosa mangiamo e quante volte al giorno. Sappiamo tanta aria prendiamo nell’inspiro? E quanta ne buttiamo nell’espiro? Quante volte respiriamo in un minuto? Ogni minuto allo stesso modo?

Sarà che parlare di respiro e fotografarlo e spiegarlo è meno evidente. Sarà che ascoltarlo sarebbe semplice ma poco spettacolare. Sarà che respirare è un’azione spontanea che si compie anche quando non ne siamo consapevoli che sembra strano pensare che qualcuno ci possa insegnare qualcosa che già facciamo dalla nascita.

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