Il respiro

IL RESPIRO E’ QUANTO DI PIU’ POTENTE ABBIAMO, UN PONTE TRA FUORI E DENTRO DI NOI.

Il respiro cambia ad ogni situazione senza che ce ne accorgiamo.

Riconoscere e conoscere il proprio respiro è un passo fondamentale verso la consapevolezza.

L’uomo può rimanere settimane senza mangiare, giorni senza bere e solo minuti senza respirare. Sembrerebbe evidente l’importanza della respirazione eppure sappiamo tanto di cibo, parliamo sempre di cibo, in tv di propongono ogni giorno consigli e trasmissioni sul cibo, i social sono pieni di foto sul cibo e recensioni su dove mangiar bene.

Tutti sappiamo cosa mangiamo e quante volte al giorno. Sappiamo tanta aria prendiamo nell’inspiro? E quanta ne buttiamo nell’espiro? Quante volte respiriamo in un minuto? Ogni minuto allo stesso modo?

Sarà che parlare di respiro e fotografarlo e spiegarlo è meno evidente. Sarà che ascoltarlo sarebbe semplice ma poco spettacolare. Sarà che respirare è un’azione spontanea che si compie anche quando non ne siamo consapevoli che sembra strano pensare che qualcuno ci possa insegnare qualcosa che già facciamo dalla nascita.

Eppure la respirazione è si un atto involontario ma coinvolge muscoli volontari (diaframma, intercostali, addominali). La maggior parte delle persone ha sentito nominare il diaframma ma non sa dove si trova o come è fatto e perché è così importante per la respirazione. Gli addominali li conoscono tutti per un fattore estetico una volta maschile adesso di tutti uomini e donne.

L’idea che abbiamo del respiro e la sua importanza sono davvero sottostimate. Con il respiro si può fare tutto: attivarsi, calmarsi, aumentare il battito cardiaco o diminuirlo, muoversi, ascoltare. L’ossigeno è parte vitale della nostra esistenza, fondamentale per le funzioni degli organi interni.

Negli ultimi anni di respiro si inizia a parlare. Lo sport che ormai sa tutto di muscoli e diete si interessa di mente e respiro. Allora sento domande del tipo: ma qual’è il giusto respiro? Come si fa a respirare se come facciamo naturalmente non va bene?

A queste domande rispondo: mi chiederesti mai quale è il segreto per dimagrire in 5 minuti? o avere gli addominali scolpiti in una sessione di palestra?

Ogni momento della vita è accompagnato dal movimento del respiro che cambia il suo ritmo con l’alternarsi dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Il respiro è in grado di rivelare il nostro stato d’animo. Se siamo coinvolti da forti emozioni, sarà veloce e affannato mentre se siamo sereni, scorrerà lento e silenzioso.

La nostra respirazione cambia quando ridiamo, piangiamo, quando corriamo, quando ci soffiamo il naso, quando cantiamo, quando solleviamo un peso,…

Il nostro corpo sa già cosa deve fare. Ad esempio se dobbiamo prendere qualcosa in alto lo facciamo allungandoci e a polmoni pieni. Se infiliamo l’ago lo facciamo a polmoni vuoti.

Spesso assumiamo posture scorrette e sviluppiamo cattive abitudini come contrazioni muscolari che interessano soprattutto i muscoli del busto e delle spalle. Ricordiamo che la respirazione avviene attraverso i polmoni che sono passivi. Il loro movimento è dovuto alla contrazione e al rilassamento dei muscoli del torace, dell’addome e del diaframma.

Queste abitudini e atteggiamenti scorretti impediscono il movimento naturale dei muscoli intercostali e addominali che di conseguenza perdono tono e limitano le capacità polmonari rendendo il fiato corto e scorretto.

Dicevamo che il respiro è in grado di cambiare le funzioni fisiologiche e chimiche del corpo quali movimenti viscerali, battiti cardiaci e sudorazione.

Facciamo un esempio. Il nostro corpo difronte ad un pericolo come un animale feroce si attiva automaticamente a fuggire. Per questo ha bisogno di maggior tono muscolare e per ottenere questa forza i muscoli hanno bisogno di più ossigeno: ecco che all’improvviso il nostro respiro cambia, i battiti cardiaci aumentano, il cuore pompa più sangue che, spinto verso organi e muscoli, fornisce la quantità d’ossigeno richiesta. Viene messa in circolazione più adrenalina, gli occhi si dilatano per avere una visione più chiara della situazione e a questo punto siamo pronti ad attaccare o scappare.

Ma questo pericolo e’ reale o vogliamo solo fuggire dall’ufficio e da una situazione spiacevole?

Tutto questo avviene inconsapevolmente in un attimo attraverso la funzione involontaria del respiro legate al nostro stato emotivo.

Se la mente e le emozioni influenzano il nostro respiro, allo stesso modo, lavorando su di esso e modificandolo, possiamo condizionare lo stato mentale ed emotivo.

Quanto più si è consapevoli del respiro, tanto più si sarà in grado di correggere quei difetti del respiro forse dovuti dalle cattive abitudini, forse da atteggiamenti posturali sbagliati,…

Essere consapevoli del respiro induce a essere nel presente, porta ad essere attenti, la consapevolezza del respiro è la chiave per accedere a tutte le trasformazioni interiori.

Per conoscere meglio la respirazione dobbiamo iniziare un percorso che, partendo dall’osservazione del nostro stile personale di respirare, ci porterà alla conoscenza del respiro per migliorarlo attraverso semplici esercizi. Ma prima di migliorarlo sarà importante conoscerlo e lasciare che ci dica tutto di noi.

Se abbiamo un raffreddore basta il naso chiuso per renderci conto dell’importanza delle vie aeree. Le vie aeree permettono di condurre l’aria ai polmoni. I polmoni rappresentano il vero e proprio organo respiratorio.

Attraverso la respirazione apportiamo ossigeno al nostro corpo ed espelliamo le sostanze tossiche che abbiamo prodotto. Sia il corpo che la mente, per ben funzionare, hanno bisogno si ossigeno. Ma, attenzione, l’ossigeno non può essere immagazzinato a lungo. L’ossigeno deve essere rifornito continuamente.

Per produrre e mantenere costante l’energia di base di cui nostro corpo ha bisogno ci serve ossigeno che assumiamo con la respirazione. Solo così tutti i nostri organi, compreso il cervello e l’insieme di tutte le cellule, possono vivere.

Spesso ci capita di sentirci stanchi, svogliati, intorpiditi o, come sovente diciamo, ci sentiamo “stressati”. Quando un’emozione è esagerata rispetto allo stimolo esterno nel corpo e nella mente non c’è sufficiente ossigeno. E’ l’ossigeno che premette al cervello di lavorare e se scarseggia il sangue deve affluire più velocemente. Nel frattempo si perde lucidità ed il nostro umore ne risente. Inoltre, a causa di un’inadeguata respirazione, nel sangue stesso ristagnano pericolose tossine che danneggiano le nostre funzioni vitali. In questo stato, siamo fragili fisicamente e vulnerabili emotivamente

In media facciamo dai 12 ai 20 respiri al minuto.

Caratteristiche del respiro sono: profondità, ritmo, alternanza, tempo. Quanti respiri faccio al minuto? Ogni minuto allo stesso modo? Sono profondi o superficiali? C’è differenza tra inspiro ed espiro?

Ad ogni singola modifica corrispondono modifiche a catena come in un effetto domino.

Facevamo sopra l’esempio del pericolo. Il nostro corpo si attiva a fuggire: il respiro si fa più corto e potente, i battiti cardiaci aumentano, il cuore pompa più sangue, gli occhi si dilatano, c’è più adrenalina in circolo.

Immaginiamo la situazione opposta siamo rapiti da un panorama bello e familiare: il respiro rallenta, il cuore diminuisce i battiti, i muscoli si rilassano ed abbiamo desiderio di sederci o sdraiarci.

In ufficio quale il giusto respiro è quello che ci prepara alla aggressione/fuga o quello che ci fa sdraiare sulla scrivania? Direi nessuno dei due per tutto il giorno. Non si può vivere né lavorare bene in costante tensione. Non si può neppure pensare di respirare/vivere in ufficio come in spiaggia sorseggiando un cocktail.

Che dire del suono. Il respiro è la prima cosa a essere influenzata all’ascolto di un qualsiasi suono, tanto che l’ispirazione e l’espirazione tendono a uniformarsi con il ritmo musicale percepito.

La gamma delle variabili possibili, nella profondità, ritmo, alternanza e tempo del respiro, sono innumerevoli, sia per le tecniche esistenti sia per la diversità degli esseri umani. Esse aprono sia un mondo di possibili risultati sia di scoperte.

E’ affascinante cogliere, in un atto semplice e naturale come quello del respirare, innumerevoli valenze e metafore:

L’aria è il fluido nel quale siamo immersi. L’aria che entra ed esce rappresenta ed è un continuo scambio tra esterno e interno, tra noi e l’ambiente. L’alternanza tra pieno e vuoto, il dare e il ricevere, il processo costante del cambiamento.

E’ il tempo che genera il cambiamento, o il cambiamento genera il tempo?

Non ci è dato sapere.

Quello che è certo è che il respiro ci connette al tempo della vita.

Ma quale è la giusta respirazione? Quale è il giusto esercizio?

Non esiste l’esercizio giusto o la giusta respirazione in assoluto. Esiste il tentativo di sapere cosa si fa. La respirazione consapevole è fondamentale. Sapere cosa fare a seconda delle occasioni. Vogliamo rilassarci, attivarci, scaldarci, affrontare una giornata di lavoro impegnativa, dare il massimo durante una presentazione, non perdere al calma se non troviamo le chiavi,…

E’ meglio respirare dal naso o dalla bocca? Dipende.

Nella vita quotidiana è bene respira con il naso e tenere la bocca chiusa. La bocca è fondamentale per mangiare, per parlare, per cantare e una alternativa alla respirazione dal naso. Visto che la respirazione è fondamentale per sopravvivere il corpo umano è per fortuna dotato di un piano b. Si respira dalla bocca quando si è così raffreddati da non riuscire a fare diversamente, quando si nuota e quando si indossa la maschera da sub, quando devo fare uno scatto di corsa.

L’aria entra nel naso ed arriva ai polmoni e gli alveoli in condizioni ottimali cioè filtrata (i peli nel naso trattengono le impurità), umidificata (grazie al muco che uccide anche i batteri) e riscaldata (passando attraverso i turbinati).

Un piccolo e doveroso accenno alla pulizia. Facciamo tanta attenzione a lavarci i denti quanta poco attenzione abbiamo alla pulizia del naso. Lo yoga si occupa della pulizia del naso a diversi livelli.

Apparato respiratorio, CENNI DI ANATOMIA

Le vie respiratorie servono al trasporto dell’aria e sono costituite da un tratto superiore che comprende cavità nasali e faringe e da uno inferiore formato da laringe, trachea e bronchi.

Gli organi respiratori che attuano lo scambio tra i gas sono i polmoni (destro 3 lobi cioè parti e sinistro 2 lobi). I polmoni sono avvolti dalla sierosa detta pleura. Il polmone sinistro (sempre a destra nelle immagini) è un po’ più piccolo per lasciare spazio al cuore.

Infatti i polmoni riempiono completamente la cavità toracica, ad eccezione del mediastino, lo spazio occupato dal cuore. Le basi dei polmoni poggiano sul diaframma (il muscolo più importante della respirazione), le facce mediali delimitano il mediastino, quelle laterali o costali sono a contatto con le coste. Cuore e polmoni sono al di sopra del diaframma e tutto il resto (intestino, fegato, reni, pancreas,…) al di sotto.

I polmoni sono rivestiti da una membrana sierosa la pleura. La pleura è costituita da due foglietti a stretto contatto, viscerale e parietale. Nella cavità risultante è presente un liquido, detto liquido pleurico, la cui funzione è lubrificare le superfici in sfregamento per i movimenti della gabbia toracica.

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L’apparato respiratorio ha le funzioni di:

  • condurre l’aria da e verso le superfici polmonari di scambio
  • fornire un’ampia area per lo scambio di gas tra aria e sangue circolante
  • proteggere le superfici respiratorie da disidratazione, sbalzi di temperatura e altre variazioni ambientali
  • difendere l’apparato stesso e gli altri tessuti dall’invasione di microorganismi patogeni
  • produrre suoni
  • regolare il volume e la pressione del sangue e controllare il pH dei fluidi corporei

Muscoli utilizzati durante il respiro

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La cavità nasale sbocca nella faringe, un organo in comune con l’apparato digerente. Il rinofaringe è la parte superiore del faringe, l’orofaringe comunica con

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la cavità orale, la laringofaringe è una zona ristretta posta tra l’osso ioide e l’ingresso nell’esofago. L’aria inspirata diretta ai polmoni passa attraverso la zona della glottide, circondata e protetta dalla laringe.

Nel corso dell’ingestione degli alimenti, le vie respiratorie vengono chiuse nel meccanismo della deglutizione da parte dell’epiglottide, costituita da tessuto cartilagineo elastico e mossa da una serie di muscoli involontari.

L’aria che passa attraverso la glottidie determina la vibrazione delle pieghe (corde) vocali, e produce il suono della voce.

La trachea lunga 10-12 cm e composta da 16-20 anelli cartilaginei, è un tubo elastico che collega la laringe con i bronchi. La parete è costituita da 3 strati: mucosa (epitelio pseudostratificato ciliato, fibrocartilaginea (tessuto elastico), ed avventizia. L’anello cartilagineo è incompleto dorsalmente, dove è presente una parete connettivale.

I bronchi si addentrano nel parenchima polmonare e si ramificano; le fibre elastiche nella tonaca avventizia aumentano gli anelli cartilaginei si frammentano fino a scomparire. I bronchioli terminali e respiratori sboccano negli alveoli. Ogni diramazione corrisponde ad una precisa porzione del polmone (lume di diametro 0,3-0,5 mm, pareti sostenute da tessuto muscolare liscio). Illustrazione nella prima figura.

Nel polmone i rami dell’arteria polmonare  decorrono parallelamente  alle diramazioni dell’albero bronchiale. Lo stesso fanno i rami delle vene polmonari. I capillari che si originano circondano gli alveoli per poi tornare  alla vena polmonare. Gli alveoli polmonari hanno una parete sottilissima ridotta al solo epitelio alveolare e alla lamina basale. La parete dei capillari a sua volta è costituita dal solo endotelio e dalla lamina basale. L’ossigeno passa dall’alveolo al capillare e l’anidride carbonica dal capillare all’alveolo senza che il sangue riesca a versarsi nell’alveolo.

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Il sangue ricco di anidride carbonica ha un colore scuro e quello ben ossigenato ha una colorazione rosso vivo. Il sangue ricco di anidride carbonica avvolge l’alveolo dove avvengono gli scambi gassosi e così il sangue ricco di ossigeno è pronto a tornare al cuore e dal cuore al corpo per nutrire tutti gli organi. Il sangue cederà ossigeno per prendere anidride carbonica, tornerà al cuore, dal cuore ai polmoni e nei polmoni lo scambio tra anidride carbonica contro ossigeno si ripeterà. Questo vitale scambio tra anidride carbonica e ossigeno negli alveoli avviene per differenza di pressioni parziali infatti un gas tende a passare da un punto a pressione maggiore a uno a pressione minore finchè la differenza pressoria non sarà riequilibrata.

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Per Diana

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