La domanda che potrebbe cambiarti la vita

Mar 21, 2021 COACHING, COUNSELING

Ti faccio una domanda che potrebbe cambiare il tuo modo di vedere le
cose per sempre, la domanda della vita insomma.
E se le emozioni non fossero nostre? E neppure legate a chi pensiamo ne
siano la causa
tipo marito, moglie, colleghi, dipendenti, capo.
Se hai qualche riga di pazienza ti spiego cosa voglio dire. Inizio con una
premessa e vado per punti:
Le emozioni sono un nutrimento. Come tutto ciò che nutre fanno
bene, sono vitali e possono diventare veleno
– Allora non sono le emozioni a essere positive come la gioia o
negative
come la paura o la rabbia
– Se non sono le emozioni a essere positive e negative perché allora la
paura ci imprigiona, la rabbia ci tormenta, la tristezza ci deprime?

Ecco cosa devi fare per uscire da questa trappola:
– Esercita il non attaccamento cioè accogli gioie e dolori certo che
tutte e due passeranno
. Non aggrapparti ai momenti belli scacciando
quelli cattivi, tutti (i momenti) hanno qualcosa da dirti di te
– Ed ecco l’antidoto, il tema di oggi. Per rafforzare quanto scrivo ti dico
che lo leggo a pagina 47 di Riza di dicembre 2020 (mensile diretto dal
Raffaele Morelli) Siamo abituati a pensare a noi come entità chiuse e
separate dalla natura. Ma non è così. La tristezza non è la tua, è la
tristezza del mondo.
Quando sei triste l’universo si affaccia in forma di
tristezza, un’energia forte e necessaria alla vita. Prova a ripetere: la
tristezza è venuta a farmi visita come posso onorarla?
Dedica del
tempo a rispondere. Potresti sorprenderti. Potresti avere risposte
costruttive e notare che la tristezza si comporta come l’onda del
mare
cioè arriva, ti sospinge e passa. Cosa facciamo invece di solito?
Cerchiamo di combatterla e la identifichiamo con qualcuno o
qualcosa che l’ha provocata.
Insistiamo e diventiamo pessimisti.
Ma la tristezza non è la nostra e neppure di chi pensiamo l’abbia
provocata.

Funziona così anche con la paura e la rabbia. Caso vuole che ho un esempio
sulla tristezza. Hai sicuramente visto il film di animazione Inside Out. Ricordi
tristezza? Che noiosa, che barbosa anche di intralcio a combinare guai
eppure in un paio di occasioni risolve la situazione e gioia
, nella scena
finale, comprende che la tristezza non si può scacciare perché ha un
ruolo importante.
Ecco un collage delle due scene:


Per Diana

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