UNA BUONA NOTIZIA: la chiamano crisi di mezza età ma è VOGLIA DI EUDAIMONIA

Giu 20, 2021 COACHING

Il tempo sembra sfuggirti e rimpiangi la gioventù spensierata? Non sei solo. Tra i 40 e i 50 anni anche 55 è tempo di bilanci. Si ha la sensazione che qualcosa poteva andare diversamente e ti fai delle domande:

  • Ormai devo rassegnarmi?
  • Che cosa posso fare ancora?
  • Fino a quando sono in tempo?

Tra i 40 e i 50/55 anni capita di avvertire dei comportamenti strani. Hai l’impressione che il tempo ti sfugge di mano conducendoci verso l’epilogo. Ricerchi emozioni estreme e sogni una seconda gioventù. I primi segni sono delle sensazioni di rabbia e di esclusione che spesso mettono in crisi i rapporti con le persone più vicine al lavoro e in famiglia.

I motivi sono svariati: dal lavoro non appagante al calo delle forze fisiche.

Non tutti i mali vengono per nuocere recita un proverbio.

Gli studi segnalano che questo periodo è spesso associato un aumento della curiosità verso gli altri e verso il mondo. Un’apertura verso nuovi stimoli e attività che non abbiamo mai fatto.

Infatti non è crisi di mezza età ma EUDAMONIA.

Dal greco eu ‘buono’ e daimon ‘genio, demone’.

L’Eudaimonia è lo scopo della vita.

Aristotele parlava di Eudaimoniadi, che consiste in uno stato di soddisfazione, salute e benessere. Attraverso la coltivazione delle nostre virtù, pensieri ed azioni conduciamo un percorso verso una crescita esistenziale.

Per Aristotele una persona buona e virtuosa non aveva a che fare con l’agire secondo le norme sociali, quanto piuttosto con saggezza. 

Una saggezza che si ottiene col tempo ed attraverso la pratica. L’Eudaimonia si raggiunge attraverso l’azione al servizio delle proprie virtù. Agendo in linea con i nostri principi e la nostra natura e facendolo diventare un’abitudine, ci muoviamo in direzione del nostro potenziale.

Dentro ciascuno di noi esistesse una predisposizione innata alla crescita ed al raggiungimento del proprio pieno potenziale. 

Carl Rogers la chiama Tendenza Attualizzante. E’ una componente fondamentale della natura umana. Nasciamo con l’abilità di realizzare grandi cose, di andare in direzione della miglior versione di noi stessi. La tendenza attualizzante è radicata nel cambiamento, nel continuo susseguirsi di momenti di crescita che culmina nello stato di auto-realizzazione. 

Dalle parole di Rogers la tendenza dell’uomo ad attualizzare se stesso, a realizzare le sue potenzialità. Mi riferisco a quel processo direzionale che è evidente in tutta la vita organica ed umana L’impulso ad espandersi, svilupparsi e maturare, la tendenza a esprimere e attivare tutte le capacità dell’organismo e del sé. Questa tendenza può essere sepolta in profondità sotto strati e strati di solide difese psicologiche o può essere nascosta dietro elaborate facciate che neghino la sua esistenza, ma sono convinto, alla luce della mia esperienza, che sia presente in ogni individuo e attenda solo le condizioni adatte per manifestarsi e dispiegarsi”.

Condizioni adatte a favorirla:

  • Avere quel senso di insoddisfazione che ti spinge a fare domande e a chiederti cosa puoi ancora fare e se sei ancora in tempo
  • Avere una forte passione, immergersi in attività che sono importanti e che allo stesso tempo mettono alla prova
  • Provare una grande varietà di attività differenti, anche in ambiti diversi da quelli abituali, può aiutarti a capire cosa fa per te e cosa no. 

I timori e i dubbi sono normali perché si tratta di uscire dalla zona di confort…in modo adeguato.

Per oggi mi fermo qui.

Scopo della vita del fuoco: bruciare

Per Diana

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